Le reazioni di amici e parenti alla notizia del nostro ritorno in Sicilia non sono state quelle che ci aspettavamo, ma potevamo prevederlo.
Negli anni precedenti non avevamo parlato con nessuno dell’intenzione di tornare a vivere in Italia (se non con gli amici delle Canarie) per cui ci aspettavamo uno sbigottimento generale, ma immaginavamo che lo stupore sarebbe andato a braccetto con l’entusiasmo. Invece, a rimanere più sorpresi siamo stati proprio noi!
I primi e forse gli unici a rallegrarsi senza se e senza ma sono stati i miei genitori: increduli che una delle loro tre figlie (tutte trapiantate all’estero) sarebbe tornata all’ovile, hanno gioito di una gioia genuina. Talmente genuina da fargli ripetere, ancora oggi, “finché non vi trasferite non ci crediamo!” 😀
Il resto di familiari e amici hanno avuto delle reazioni ambivalenti: da un lato erano contenti del nostro ritorno e lo dichiaravano apertamente; dall’altro erano perplessi da quella scelta, non capivano come si potesse decidere di tornare in Sicilia, per di più rinunciando a una vita alle Canarie che tutti ci invidiavano.
Ciascuno ha preso la notizia in maniera diversa, ma le razioni sono state per lo più di tre tipi.
1. La reazione preoccupata
Nella prima fase di incredulità, i nostri interlocutori erano portati istintivamente a pensare:
“È successo qualcosa?! Non vi trovate bene? Non vi siete integrati? Avete avuto qualche problema?”
Non li biasimo. Capisco che vista da fuori, attraverso foto e storie su Instagram, la vita di due italiani che hanno scelto di emigrare alle Canarie può apparire pazzesca, invidiabile, perfetta! È quindi ragionevole pensare che l’unico motivo per cui si possa tornare a vivere in Italia è che sia successo qualcosa.
Lungi dall’essere perfetta, la vita da expats è fatta di alti e bassi, di compromessi con la mentalità e la cultura del posto, di compromessi con le proprie emozioni e le proprie priorità. Come ho raccontato in precedenza, infatti, l’idea di tornare in Sicilia è stata il frutto di un lungo processo di pensieri e riflessioni che ha trovato il suo culmine nel lockdown del 2020.
Quindi no, non è successo nulla in particolare a spingerci ad andar via da Gran Canaria; abbiamo semplicemente dato ascolto ai nostri sentimenti e desideri.
2. La reazione scoraggiante
Capito che alla base della decisione di trasferirsi in Italia non c’era un motivo scatenante attribuibile a qualche evento esterno o negativo, i nostri interlocutori abbandonavano la posizione dell’incredulità per passare alle raccomandazioni:
“Ma siete pazzi? Chi ve lo fa fare a tornare in Sicilia? Restate dove siete!!”.
Ancora una volta frasi dette con le migliori intenzioni (non lo metto in dubbio), ma frutto di una visione esterna e incompleta dell’espatrio e della vita all’estero. Tendiamo a pensare che fuori dalla Sicilia sia tutto migliore: più bello, più pulito, più organizzato, più civile, più moderno, più meritocratico, più ricco, più di noi. Spoiler alert: non è sempre così. Certo, uno Stato o una città possono essere più avanzati o meglio funzionanti di altri/altre, ma per fare un paragone con cognizione di causa bisogna conoscere personalmente quelle le realtà. Comprendo e accetto le osservazioni/critiche mosse da altri siciliani emigrati al nord o siciliani emigrati all’estero, poiché dettate da un’esperienza di prima mano, ma non si può parlare per sentito dire, non vale aggrapparsi al pessimismo cosmico per cui in Sicilia fa tutto schifo e non funziona niente rispetto a…. A cosa? A dove? A quali parametri?
Con questo non voglio dire che la Sicilia non abbia delle problematiche reali, serie e urgenti, ma che ogni tanto vale la pena cambiare punto di vista e riuscire a vedere anche il lato positivo, quello che funziona, i punti di forza e le eccellenze del nostro territorio. Questo è quello che abbiamo spiegato ai nostri interlocutori: il benessere e la felicità sono soggettivi, non dipendono (soltanto) dagli aspetti positivi e negativi del luogo in cui si decide di vivere, ma da una miriade di fattori tutt’altro che universali. Per questo motivo tornare al sud Italia non può considerarsi, a priori, una scelta da folli.
3. La reazione scettica
A quel punto pensavamo di aver fugato ogni dubbio, pensavamo che la nostra decisione di tornare a vivere in Sicilia fosse ormai chiara e chiarita ai più. Eppure, a distanza di tempo, alcuni ancora ci chiedono:
“Quindi siete seri? Tornate davvero in Sicilia?!”
E niente, ci siamo arresi. Risponderemo a tutti i dubbi con i fatti: tornando e dimostrando che non scherzavamo! 😛

