Le tappe più importanti del mio percorso di espatrio, dal momento in cui è fiorita l’idea di trasferirsi alle Canarie fino alla decisione di tornare in Sicilia, possono essere riassunte in alcune annate.
2014
l'anno della riluttanza
Dopo una settimana di vacanza surfistica con amici a Gran Canaria, Dario (mio allora fidanzato, oggi marito) rientra col tarlo di andare a vivere alle Canarie. Mi racconta di un’isola selvaggia, bellissima, dove regna la slow life e dove potremmo vivere in spiaggia 365 giorni all’anno. Inoltre, la nostra situazione personale e lavorativa del momento non ci impedisce di andare in quella direzione, anzi ci incoraggia a farlo. Eppure, tormentata dalle mie 3 principali paure di vivere all’estero, mi rifiuto categoricamente. Di fronte a quella resistenza, Dario sembra essersi arreso.
2015
l'anno dell’auto-convincimento
Appunto, sembra… perché a cadenza tri-quadrimestrale riprende il discorso, nel tentativo di spronarmi a mollare tutto e ricominciare da quella piccola isola sull’Oceano Atlantico. Nonostante i miei rifiuti si fondino su dubbi e insicurezze molto precisi, dopo un anno di battute e proposte più o meno velate, la decisione di andare a vivere alle Canarie inizia a trasformarsi in una possibilità reale. Pensandoci bene: “cosa ho da perdere?” (mi ripeto tra me e me, nel tentativo di autoconvincermi).
2016
l'anno del trasferimento
Due anni più tardi mi sono ormai convinta ad espatriare, ma prima ho bisogno di vedere coi miei occhi il luogo dal quale Dario è tornato incantato e nel quale vuole trapiantare la nostra vita insieme. Decidiamo, allora, di fare un breve viaggio d’esplorazione e a febbraio del 2016 trascorriamo dieci giorni a Gran Canaria. Quella stessa estate chiudiamo la nostra vita in decine di scatoloni e decidiamo di abbandonare la Sicilia per andare a vivere alle Canarie.
2016 - 2020
gli anni da espatriati
Quelli a seguire sono gli anni da espatriati, caratterizzati da alti e bassi, da una miriade di pensieri ed emozioni contrastanti, esperienze, persone e luoghi nuovi, un susseguirsi incessante di “qué suerte vivir aquí” (che fortuna vivere qui) e di “me quiero pirar” (me ne voglio scappare). Anni che ci vedono protagonisti di nuove imprese professionali, traslochi, investimenti immobiliari, crisi di coppia, casini burocratici, e tanto altro.
2020
l’anno dei ripensamenti
Credo che il 2020 non abbia bisogno di presentazioni. L’avvento del Covid-19 ci coglie (non troppo di sorpresa) nel bel mezzo di un viaggio a New York, da cui siamo costretti a tornare in fretta e furia. Le parole “lockdown” e “social distancing” entrano nel vocabolario quotidiano di milioni di persone: è tempo di chiudersi in casa, di tenere le distanze, di inventarsi nuovi passatempi, di trovare nuovi equilibri domestici e di coppia, di ristabilire priorità, di affrontare emozioni e riflessioni incalzanti, di fare bilanci su nostro vivere all’estero. Il 2020 è senz’altro l’anno più difficile della nostra vita da espatriati; l’anno della paura, del senso di impotenza, dell’introspezione, dei mille dubbi: siamo davvero felici? Abbiamo tutto ciò che desideriamo? E adesso?
2021
l’anno della rivelazione
Negli anni precedenti ci era capitato di affrontare il discorso, ma questo non aveva mai preso una piega positiva perché avevamo opinioni e desideri troppo diversi per trovare un punto di incontro. Finché, all’indomani del lockdown, ci ritroviamo a fare considerazioni nuove: sembra che i nostri sguardi abbiano iniziato a guardare nella stessa direzione. Dopo esserci interrogati a lungo su chi e cosa conta davvero nella nostra vita, in che direzione stiamo andando e in quale vogliamo andare, è giunto il momento di tirare le somme: non sappiamo ancora quando e come, ma all’alba del 2021 decidiamo di tornare in Sicilia.

