Oggi in “Storie di ritorni” chiacchieriamo con un siciliano emigrato al nord Italia che ha scelto di tornare sull’isola dopo più di un decennio: il suo nome è Giacomo Moceri, classe 1992, noto ai più per essere il creatore del progetto siciliansays – dillo in Siciliano.
Come molti isolani, Giacomo va via dalla Sicilia all’età di 18 anni per frequentare l’università a Parma. La scelta della città emiliana, in realtà, è casuale: Giacomo voleva fare un’esperienza fuori, non gli importava dove; alcuni amici si stavano preparando per il test di ammissione all’università di Parma e gli propongono di andare con loro. Così lui trova un corso di studi che gli interessa e li segue, ma alla fine i suoi amici non superano il test d’ingresso e Giacomo decide di rimanere comunque a Parma!
Dopo aver conseguito la laurea in Beni artistici e dello Spettacolo, si trasferisce a Venezia per frequentare la laurea magistrale in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali. Nel capoluogo veneto trascorre ben 7 anni; la città offre numerose opportunità nel suo settore professionale (da grandi eventi e festival internazionali, fino a piccole iniziative) e Giacomo vuole sfruttarle. Per diversi anni collabora con la radio universitaria, poi lavora nella redazione web e social del Carnevale di Venezia, in seguito si occupa di organizzazione e comunicazione social per il festival internazionale “Venice Open Stage”, per infine cominciare a lavorare nel campo della tutela e valorizzazione del Vetro Artistico di Murano.
Durante gli anni al Nord Giacomo non ha mai sofferto la nostalgia di casa; quando (e se) ne sentiva il bisogno tornava giù, altrimenti i suoi genitori andavano a trovarlo su. Il richiamo della Sicilia si è palesato nel gennaio 2022, più come una scelta ovvia che come un desiderio ardente. Giacomo si era stancato di Venezia, voleva andare via da lì e avrebbe valutato altre città (incluso un ritorno a Parma), ma a quel punto c’era qualcosa che lo motivava a tornare in Sicilia: il suo progetto siciliansays.
Il profilo social dedicato ai detti siciliani, che oggi conta più di 170 mila followers, nasce nel 2019 in un momento di noia: abituato a fare sempre mille cose, Giacomo aveva da poco consegnato la tesi di laurea e in attesa della discussione non sapeva come trascorrere le giornate, non aveva uno scopo. Era solito smanettare con i social media e, dopo aver sentito parlare dalla sua allora ragazza sarda, Carol, della pagina “Sardinian Says”, Giacomo ha l’illuminazione: il 16 marzo 2019 apre il profilo Instagram @siciliansays, dove traduce in inglese il significato di parole, proverbi e modi di dire siciliani. Un anno dopo, all’arrivo del Covid, Giacomo intrattiene i suoi seguitori con una serie di posts, tinti di umore, sulle varie fasi e vicissitudini della pandemia.
Dato il successo che stava riscuotendo su Instagram, Giacomo riceve diverse proposte esterne per creare del merchandise a partire dai suoi contenuti, ma le rifiuta e decide piuttosto di lanciare il suo e-commerce personale. In occasione del secondo anniversario della nascita dell’account social di siciliansays, Giacomo crea il sito web, apre la partita Iva, ingaggia dei fornitori su Palermo (eh sì, voleva far lavorare i siciliani!) e mette in moto la sua “putía”.
Piano piano quello che era cominciato come un passatempo si trasforma in un vero lavoro e Giacomo capisce che è il momento di fare il passo: tornare in Sicilia! Che senso aveva mandare avanti un progetto in costante crescita ed interamente dedicato alla Sicilia, da un altro luogo? Bisognava stare a contatto con il territorio, creare contenuti di prima mano, fare network con altre realtà locali.
Stanco di una vita al Nord che non gli permetteva di vivere davvero, Giacomo fa le valigie e si trasferisce in Sicilia. Decide di non tornare a vivere nel suo paese di origine, Castelvetrano, ma di stabilirsi nella vicina Mazara del Vallo per avere una maggiore qualità della vita. A Mazara c’è il mare, c’è più fermento, ci sono ristoranti e spazi di coworking, eventi ed iniziative interessanti.
Nonostante Giacomo non avesse preoccupazioni particolari legate al ritorno giù, ha affrontato il trasferimento con filosofia: “Mi sono detto – intanto vado e poi si vede”. Finora il bilancio è positivo!
Quando in chiusura dell’intervista gli ho chiesto se emigrare da Nord a Sud è fattibile, Giacomo mi ha risposto che “chi decide di tornare in Sicilia è un sognatore” (come lui), ma che non esiste una risposta valida per tutti: il segreto sta nel trovare il giusto equilibrio tra desideri, opportunità, servizi, clima, persone, mentalità e le priorità personali di ciascuno.
Giacomo quell’equilibrio l’ha trovato 🙂
Buona lettura!
Di che parte della Sicilia sei?
Sono nato e cresciuto a Castelvetrano, in provincia di Trapani, ma adesso vivo nella vicina Mazara del Vallo.
Di cosa ti occupi nella vita?
Lavoro come content creator, social media manager e copywriter all’interno di un’agenzia di comunicazione e saltuariamente come redattore per il giornale d’informazione locale.
A che età hai lasciato la Sicilia e perché?
A 18 anni, una volta conseguito il diploma, per andare a Parma e iniziare lì i miei studi universitari.
Dove hai vissuto e per quanto tempo?
Ho vissuto per 4 anni a Parma e per 7 anni a Venezia.
Com’è stato per te vivere lontano dalla Sicilia?
Iinizialmente necessario, la lontananza da casa mi ha permesso di crescere, di assumere maggiore responsabilità e soprattutto ha forgiato il mio carattere, dandomi la possibilità di vivere esperienze formative di alto livello.
Quando hai deciso di tornare in Sicilia e perché?
Lo scorso gennaio (2022) ho capito che il mio tempo a Venezia fosse scaduto. Costi della vita altissimi, a fronte di uno stipendio molto base, qualità della vita pessima, sovraffollamento esagerato della città per via del turismo di massa, affitti impossibili e improponibili.
Non fosse stato per @siciliansays comunque sarei andato via da Venezia. Forse sarei tornato a Parma, o comunque in Emilia, ma con un progetto così importante tra le mani la scelta è stata scontata. Avevo voglia di lavorare al mio progetto dalla Sicilia e non più da lontano.
Quali aspettative, speranze e desideri avevi prima di tornare?
Il desiderio di riavvicinarmi alla mia famiglia, di tornare a vivere a due passi dal mare, e la speranza di poter avere finalmente più tempo da investire sul progetto, per farlo crescere meglio.
Quali paure, dubbi e incertezze avevi prima di tornare?
Nessuna 🙂
Ad oggi, quali sono stati gli aspetti positivi e quali quelli negativi del ritorno in Sicilia?
Vivere così a lungo in una città comporta amicizie e affetti che devi necessariamente salutare, ad oggi l’unico aspetto negativo è questo.
Quanto a quelli positivi, beh, ce l’hai un’ora? Scherzo, riassumo. Ho un lavoro flessibile, in smart working e part-time. Questo mi permette di avere molto tempo da dedicare al progetto, a me stesso, ai miei interessi. Cosa che prima era impensabile, con un lavoro full time e totalizzante.
Vivere il territorio mi ha permesso di stringere nuove collaborazioni, fare nuove conoscenze e migliorare notevolmente la qualità dei contenuti della pagina. Avere il mare, il mio mare, in città, poi, è una cosa esageratamente bella.
In qualche momento ti sei pentito/a della decisione di tornare?
No, mai.
Cosa diresti a chi sta valutando di tornare in Sicilia?
Se lo stai valutando è perché sotto sotto lo vuoi fare. Quindi fallo.
Cosa diresti, invece, a chi vede solo aspetti negativi del ritorno?
Nessuno è obbligato a pensarla allo stesso modo. Bisogna essere un po’ folli per mollare un tempo indeterminato, il famigerato posto fisso, per inseguire un sogno. E chi sa sognare non vede solo aspetti negativi. Quelli ci sono, indubbiamente, ma con la giusta dose di sensibilità passano in secondo piano. Se invece si riesce a vedere solo gli aspetti negativi vuol dire che non è ancora giunto il momento.
In definitiva: tornare in Sicilia, si può?
Assolutamente sì, basta crederci, desiderarlo, volerlo.
