Perché mi manca il Natale in Sicilia

Perché mi manca il Natale in Sicilia - articolo su Tornare in Sicilia

Penso di non essere impopolare se dico che mi manca il Natale in Sicilia. Le festività, infatti, sono il momento in cui la homesickness di chi vive lontano da casa si fa sentire con maggiore intensità. Se poi è vero il detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, va da sé che il periodo natalizio è quello in cui si accusa di più la lontananza da casa. 

Le relazioni umane quando si è expat giocano un ruolo molto importante e non è raro provare solitudine e nostalgia in quei periodi dell’anno che tradizionalmente si trascorrono in famiglia o tra amici. Sarà che sono sempre stata una grande amante del periodo natalizio e di tutto quello che questa festa porta con sé a livello di tradizioni e momenti trascorsi in compagnia, ma dopo 7 anni alle Canarie mi sento di dirlo: mi manca il Natale in Sicilia!

Ecco 4 motivi per cui mi manca il Natale in Sicilia da quando vivo alle Canarie.

L'atmosfera natalizia

Per me Natale significa vestiti caldi e morbidi, le luminarie per strada, gli addobbi dentro e fuori le case (compresi quegli orrendi omini appesi ai balconi), i mercatini dell’artigianato, la musica natalizia a palla nei negozi, i banchetti con le caldarroste fumanti, la cioccolata calda, le bande musicali di paese che suonano le ninnaredde

Diciamo che il Natale alle Canarie è un po’ sui generis da questo punto di vista: lucine e addobbi scarseggiano, Michael Bublé e Mariah Carey lasciano il posto al reggaeton, il 20 dicembre si va ancora in giro a maniche corte… Insomma, io l’atmosfera natalizia qui non la sento proprio, tant’è che in casa non faccio nemmeno l’albero!

A questo aggiungasi che in Spagna il vero giorno di festa non è il 25 dicembre con l’arrivo di Gesù bambino/Babbo Natale (fate voi), ma il 6 gennaio quando arrivano “los Reyes Magos” (i re magi). Tutto ciò che sta in mezzo è un tempo di attesa privo di grandi entusiasmi. Che poi mi chiedo, che senso ha passare due settimane di vacanze aspettando l’ultimo giorno di vacanza? 

Il clima

Va bene che in Sicilia non abbiamo le temperature delle Alpi e che a causa del cambiamento climatico la situazione sta peggiorando, ma per me Natale è sinonimo di freddo (se c’è un po’ di neve ancora meglio!). Associo il Natale ad un caminetto acceso, all’odore di legna bruciata, alle sciarpe di lana avvolgenti, ad uscire di casa ed avere il naso gelato e il fumo che esce dalla bocca, ad indossare doppi calzettoni e vestaglia in pile in casa… Sebbene quest’anno, dopo tanti anni, sono stata in Sicilia a ridosso delle feste natalizie e posso affermare che il clima rigido è ormai solo un ricordo.

Sono sicura che potrà sembrare anacronistico ai più, ma per me il mito del Natale in spiaggia è sopravvalutato. Per carità, bello la prima o seconda volta, giusto per scattare qualche foto che faccia rosicare gli amici, ma dopo una certa anche basta 😀 Per me Babbo Natale deve arrivare su una slitta trainata dalle renne, non su una tavola da surf!

Il cibo

Beh, qui sono certa di sfondare una porta aperta perché quello delle tradizioni culinarie è un boccone amaro da digerire per ogni persona che passa le festività lontano dalla Sicilia. 

Che Natale è senza le scacciate con la tuma al cenone della vigilia? Cos’è il pranzo del 25 senza le lunghe tavolate a dieci portate perché, si sa, “quest’anno cuciniamo meno”? In quale altro luogo si può festeggiare Santo Stefano se non a casa del pezzo di famiglia che non era presente il giorno prima? Natale in Sicilia vuol dire mangiare gli avanzi fino a Capodanno (per poi ricominciare a cucinare il 31 e alzarsi da tavola per l’Epifania), assaggiare pandori e panettoni di ogni forma e farcitura, mettere a tavola chili di frutta secca a qualsiasi ora del giorno e della sera, avere le mani che profumano di mandarino…  Un Natale diverso da così non lo immaginavo, ma l’ho provato e posso affermare che non è la stessa cosa.

La nostalgia

Per me quello natalizio è sempre stato il più bel periodo dell’anno, specialmente durante gli anni da fuori sede. Il tempo passato in famiglia, le giocate a carte con gli amici, i pomeriggi sul divano a guardare i film idioti che danno tutti gli anni in tv o a fare giochi di società, impacchettare e spacchettare regali, la scusa per rivedere gli amici emigrati che tornano giù per le vacanze… Le festività natalizie, se nasci in Sicilia, sono il momento per riunirsi e stare insieme ai propri cari e, personalmente, quello in cui più sento la nostalgia di casa. 

Non mi importa saltare la Pasqua e le vacanze estive, ma il Natale lontano dalla Sicilia è qualcosa a cui fatico ad abituarmi. Per fortuna da quando vivo a Gran Canaria ho trascorso il Natale a Las Palmas solo un paio di volte, per cui la nostalgia non si è trasformata in solitudine. Per lo più, infatti, mi riunisco con la mia famiglia in Olanda, dove vivono (adesso entrambe) le mie sorelle, però non passo un Natale in Sicilia come “ai vecchi tempi” dal 2016 e mi manca. A questo si aggiunge il fatto che, come dicevo prima, alle Canarie non sento appieno l’atmosfera natalizia e questo mi provoca una generale insofferenza che dura da inizio dicembre a metà gennaio! 😅

 

Voi avete mai trascorso il Natale lontano dalla Sicilia? Com’è andata? Quale di questi 4 punti sentite più vostro?

1 commento su “Perché mi manca il Natale in Sicilia”

  1. L’unico Natale che ho trascorso lontana dalla Sicilia è stato quello del 2020, l’anno del covid. Ci penso ancora con molta tristezza.

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