Perché parlo di dubbi e insicurezze dell’espatrio? Perché spesso si cade nell’errore di credere che chi decide di espatriare sia una persona sicura di sé, convinta delle proprie scelte e che non si guarda mai indietro, ma non c’è nulla di più sbagliato.
Ogni decisione ha alle spalle interrogativi, dubbi ed insicurezze; quanto più è “seria”, “importante” o “rivoluzionaria” la decisione, quante più domande ci si pone e più incertezze si hanno: lasciare un lavoro, andare a vivere da soli, interrompere una relazione, mollare tutto per trasferirsi all’estero, sono solo alcuni esempi.
È pur vero che non tutti vengono colti dall’esitazione, o almeno non in egual misura. Alcune persone sono più inclini ad agire di pancia, a seguire il proprio istinto e lasciarsi trasportare dagli eventi; altre sono più riflessive, si fanno guidare dalla ragione e scompongono la realtà in tanti piccoli pezzi per poterne esaminare minuziosamente i pro e i contro.
Ecco, io appartengo al secondo gruppo. Di rado nella mia vita ho preso decisioni di pancia, se non per piccole cose come farmi un piercing al naso a 14 anni o fare domanda per l’Erasmus non essendo convinta di volerci andare (ndr, poi ci sono andata, eccome!). Per il resto, sono sempre stata scrupolosa nell’analizzare ogni situazione, cercarne i lati positivi e negativi, pensarci, ripensarci e rimuginarci sopra. Per quanto sia capace di prendere decisioni importanti senza aiuti esterni, diciamo che non sono un tipo istintivo 🙂
Andar via dalla Sicilia non è stata una scelta facile
Fatta questa premessa, va da sé che lasciare tutto e tutti per andare a vivere all’estero non è stata una decisione semplice e che anche nel mio espatrio dubbi e insicurezze sono stati all’ordine del giorno.
Come ho già raccontato, l’idea di trasferirsi alle Canarie non era originariamente mia e questo ha influito sui tempi e le modalità con cui ho maturato la decisione di espatriare.
L’espatrio è un processo complesso che mette in campo tante variabili, su molte delle quali non abbiamo il controllo, e che lascia spazio a infinite possibilità (non solo nell’accezione positiva del termine). Il salto verso l’ignoto può essere eccitante e destabilizzante allo stesso tempo: se da una parte hai voglia di partire, di ricominciare da zero, di esplorare, di conoscere, dall’altra hai paura di lasciare persone, luoghi, abitudini che fanno parte di te, di non trovarti bene, di non avere il coraggio di fare un passo indietro.
Le paure dietro un trasferimento all’estero
La paura è un sentimento comune ai grandi cambiamenti. Paura per quello che sarà (o non sarà), paura di fallire, di sbagliare, di ricredersi, di fare cattive valutazioni, di perdere qualcosa o qualcuno, e via dicendo.
Voglia e paura, i due grandi antagonisti. La voglia ti mette le ali, la paura ti immobilizza; la voglia ti fa vedere opportunità, la paura ostacoli; la voglia ti stimola, la paura ti scoraggia; la voglia ti dice “stai facendo la cosa giusta”, la paura ti ripete “non farlo o te ne pentirai”.
Un dissidio interiore che ti accompagna prima e, spesso, durante il tuo vivere all’estero. Non importa quanto sia forte la convinzione e consapevolezza della tua scelta, avrai sempre dei dubbi; non importa quanta tenacia e forza di volontà tu ci metta, dietro l’angolo ci saranno sempre delle insicurezze pronte a insidiarti.
La grande illusione del “coraggio”
Come se non bastasse, quel binomio “espatriato = persona coraggiosa” ti mette sulle spalle il peso di molte aspettative; non solo le tue, ma anche quelle che gli altri hanno nei confronti tuoi e della tua partenza.
Nell’immaginario comune, infatti:
chi se ne va lo fa perché è insoddisfatto;
chi se ne va lo fa perché non ha legami personali forti;
chi se ne va lo fa perché non ha radici e senso di appartenenza;
chi se ne va, poi, non si può lamentare;
chi se ne va lo fa per non tornare.
E allora, non soltanto sarai sopraffatto da dubbi e incertezze tipiche dell’espatrio, ma dovrai tenerli a bada, per non far capire agli altri che quella che ai loro occhi è stata una decisione coraggiosa e irremovibile, in realtà ha tutto meno che la pretesa di essere definitiva e indiscutibile.
La dura verità sull'espatrio: dubbi e insicurezze sono normali e comuni
In base all’esperienza personale mia e di altri amici che hanno scelto di andare a vivere all’estero, posso affermare (questo sì senza alcun dubbio) che espatriare non è un percorso semplice: è lungo, ambiguo, tortuoso, emotivamente duro, burocraticamente caotico, a tratti gratificante e a tratti estenuante, senz’altro dominato dall’incertezza.
Dopo 6 anni all’estero, ho ancora dubbi sul mio espatrio? Assolutamente sì.
Se potessi tornare indietro, lo rifarei? Assolutamente sì.
Benché sia stata una MIA scelta, ho il diritto di avere dei dubbi? Assolutamente sì.

