Capita sempre che le interviste di Storie di Ritorni seguano una lunga timeline: dal momento in cui invio il questionario a quando lo ricevo compilato, a quello in cui facciamo la videochiamata di approfondimento al momento in cui l’intervista viene pubblicata passano spesso mesi! Il caso del protagonista di oggi, però, è ancora più singolare perché si è messo in contatto con me ancora prima del suo rientro in Sicilia 🙂 Era aprile 2023 quando mi ha proposto di raccontare la sua storia, maggio quando è tornato in Sicilia, agosto quando abbiamo fatto la nostra chiacchierata virtuale e novembre quando sto pubblicando l’intervista completa. Si tratta di un lasso di tempo talmente ampio che è stato inevitabile aggiungere un “prima e dopo” ad alcune risposte!
Giulio Crimi è originario di Marsala, in provincia di Trapani, ma dopo il diploma si trasferisce a Pisa, deciso a studiare ingegneria gestionale. La scelta ricade sulla cittadina toscana per diverse ragioni: Pisa è tra gli atenei più gettonati per quella facoltà, Giulio ha ricevuto feedback positivi da alcuni suoi compagni di scuola che sono già lì ed è alla ricerca di una città a misura d’uomo. Come per molti giovani della sua età, gli anni da fuorisede per Giulio sono anni di consapevolezza e responsabilità: sa di essere lì grazie ai sacrifici della sua famiglia e vuole pesare il meno possibile sulle loro finanze; rinuncia persino al progetto Erasmus per laurearsi in tempo e concentrarsi sugli studi, del resto è lì per quello. Come per molti giovani della sua età, però, gli anni da fuorisede sono anche anni di nostalgia di casa: Giulio colma il vuoto affettivo circondandosi di colleghi di università, fuori sede come lui, che col tempo diventano la sua famiglia toscana.
Sacrifici a parte, l’esperienza a Pisa è molto positiva. Dopo la laurea e una parentesi in Veneto per un tirocinio, Giulio si trasferisce in Emilia Romagna, dove inizia la sua carriera lavorativa e resta per ben 10 anni. Ogni luogo in cui Giulio ha vissuto gli lascia qualcosa: a Pisa impara a crearsi una comunità fuori dalla famiglia, fatta di colleghi e amici, e questo è motivo di crescita interna; a Modena, grazie al lavoro nelle grandi aziende a gli anni in cui lavora nella squadra corse di Gran Turismo, ha la possibilità di viaggiare per il mondo, impara a gestire lo stress e si approccia in modo positivo al lavoro. Il principale contro di ogni luogo, invece, è quello di sentirsi sempre fuori casa, nonostante stia bene.
All’inizio della sua avventura al nord Italia Giulio è preso dalla novità e non pensa affatto di tornare in Sicilia. Con gli anni, però, l’entusiasmo iniziale passa, i valori e le priorità cambiano e la voglia di tornare inizia ad essere costante. Durante i 17 anni lontano dalla Sicilia Giulio si concede una toccata e fuga nella sua Marsala ogni due mesi circa, finché quel “bisogno di casa” diventa sempre più stringente e comincia a tornare ogni mese. Il Covid fa il resto: con l’esperienza del lockdown Giulio realizza di voler stare vicino alla sua famiglia, vuole recuperare il “tempo perduto” e concedersi dei lussi che al Nord non può permettersi – come fare attività all’aria, avere più tempo libero e di valore, mangiare cibo genuino, contare sul supporto dei suoi cari.
Durante la nostra chiacchierata Giulio cita un sacco di libri, imprenditori e proverbi, ma è una frase sua a rimanermi impressa: “Non è indietro chi non ritorna nel luogo di casa, ma chi non ha mai messo il naso fuori dalla propria città, qualunque essa sia”. Questo è il motore che lo spinge a fare il passo successivo: cercare lavoro in Sicilia. Un giorno, anziché bighellonare sui social, entra su Linkedin e quasi per caso trova delle offerte interessanti. Decide di buttarsi e manda la candidatura, non immaginando che la sua vita sarebbe cambiata per sempre! Stenta a crederci, le persone intorno continuano a dirgli “Wow davvero hai trovato lavoro?”. No, Giulio non ha trovato il suo lavoro in Sicilia, lo ha scelto! Ha fatto dei colloqui e ha potuto scegliere l’offerta giusta – “Altro che in Sicilia non ci sono opportunità”, mi dice.
Secondo Giulio, spesso noi siciliani siamo i primi ad avere pregiudizi contro noi stessi, ci facciamo fregare dalle notizie che sentiamo qua e là, senza cercare informazioni più approfondite e ci fermiamo al tipico “qua non c’è niente”. Inoltre, fa un’osservazione interessante: una persona che vive al Nord è abituata a percorrere lunghi tragitti (in auto o con i mezzi pubblici) per raggiungere il luogo di lavoro e non rifiuterebbe un’offerta di lavoro per la distanza. Chi vive o torna in Sicilia, invece, tende a voler lavorare vicino casa e scarta a priori delle opportunità di lavoro in altre città (anche quando sarebbe come lavorare a Milano centro e vivere in periferia). A volte basterebbe ampliare il raggio della distanza sul filtro di ricerca per trovare, forse, maggiori opportunità.
Fatto sta, Giulio ha il privilegio di poter scegliere il lavoro e la fortuna che sia a Marsala, la sua città, ma se il suo ritorno è diventato realtà è anche grazie ad una compagna (oggi moglie) che lo ha accompagnato e supportato nella scelta. Da solo non sarebbe tornato. Secondo Giulio, infatti, quando si è in coppia tornare in Sicilia è possibile a certe condizioni: entrambi devono voler tornare, entrambi devono trovare lavoro ed insieme devono avere una condizione economica che gli permetta di vivere serenamente. “Il desiderio di tornare da solo non basta, devi poterlo fare!”. In un certo senso tornare è un lusso e Giulio si reputa fortunato.
Dal suo ritorno ad oggi, la sua qualità della vita è migliorata oggettivamente: “Qui ti senti parte della comunità, che ti conosce e ti vuole bene; se hai un problema, c’è sempre una relazione di prossimità su cui contare”. Anche a lavoro si trova bene (meglio di quanto pensasse), lavora in un contesto internazionale e non vede grandi differenze con Modena. Per lui una migliore qualità della vita si traduce in una migliore qualità del lavoro: ha riacquistato lucidità, è più produttivo, con più energie.
Tuttavia non mancano gli aspetti negativi, a cui Giulio fa fatica ad abituarsi. Dalle condizioni igieniche generali alla mancanza di senso civico, dalle persone che non mettono la freccia alla guida a quelle che non rispettano la fila. Giulio sa che, purtroppo, deve conviverci ma, per quello che può, vuole fare qualcosa dando l’esempio. Il primo give back che ha scelto di dare al suo territorio riguarda l’ambiente: per contribuire in maniera attiva al problema della spazzatura partecipa alla pulizia delle spiagge e delle aree pubbliche organizzate da Plastic Free, di cui oggi è diventato referente per il Comune di Marsala. Questo lo fa sentire utile nel suo piccolo, oltre che un bravo cittadino.
Per tutte le cose che non può cambiare in prima persona Giulio si arma di pazienza e speranza, ma mi spiega che questo atteggiamento è tutt’altro che rassegnazione: è un modo per visualizzare i propri obiettivi e calarsi dentro la sfida che si è deciso di affrontare. Ancora una volta mi cita un libro, “Psicocibernetica” di Maxwell Maltz: così come gli atleti che visualizzano la gara, se ci concentriamo sugli obiettivi che vogliamo raggiungere, allora il nostro stato d’animo cambierà e ci sentiremo più sicuri di noi stessi ed ottimisti. Questo di per sé non ci garantirà di ottenere ciò che vogliamo, ma aumenterà le nostre chances di successo. “Credo che nei primi momenti di adattamento, bisogna avere sempre allenata la propria intelligenza emotiva, magari ripassando i relativi libri ogni giorno come se fossero delle medicine da prendere”.
È con questa predisposizione d’animo che Giulio sta affrontando il suo rientro in Sicilia e che invita chi sta pensando di tornare a provarci. Non bisogna pensare che, come ci dicono in tanti, una volta rientrati il nostro cervello si atrofizzi (cosa che succede potenzialmente in ogni luogo se ci si ferma), che tutto è destinato a rimanere immutato, né tantomeno che il ritorno sia una decisione irreversibile. “Ad un certo punto bisogna dare una possibilità alla propria terra, se la si ama veramente” e se non va bene è possibile tornare sui propri passi e non viverla come una sconfitta, ma come un tentativo.
In realtà il commitment di Giulio va oltre l’impegno per l’ambiente: si è proposto come organizzatore del primo evento di Networking per persone tornate o trasferite in Sicilia della provincia di Trapani, che si terrà a Marsala il prossimo 18 di novembre!
Sono molto contenta che abbia preso questa iniziativa e di sostenerlo in questa avventura! Vedere l’entusiasmo con cui la sta portando avanti mi rende molto orgogliosa e sempre più convinta che Tornare in Sicilia, come progetto di blog e di vita, sia la scelta giusta.
Buona lettura!
Di che parte della Sicilia sei?
Marsala (TP).
Di cosa ti occupi nella vita?
Sono un Ingegnere Gestionale specializzato in Supply Chain. Ho sempre avuto una forte curiosità, infatti ho attraversato più settori ed esperienze.
Ho lavorato i primi 5 anni nel settore Automotive in Maserati e Lamborghini, in particolare per la produzione prima e nel motorsport successivamente. Dopo una piccola parentesi di un anno nel biomedicale, sono passato alla programmazione della produzione nel settore dell’automazione.
A che età hai lasciato la Sicilia e perché?
Una volta scelta Ingegneria come strada, ho seguito il consiglio di alcuni compagni di scuola più grandi che studiavano già Ingegneria all’università di Pisa, incluso questo l’ottimo nome dell’ateneo mi ha portato ad intraprendere questa strada.
Dove hai vissuto e per quanto tempo?
Ho vissuto 6 anni a Pisa, 6 mesi a Mira in Veneto, ed esattamente 10 anni a Modena.
Com’è stato per te vivere lontano dalla Sicilia?
Una bellissima avventura, lo è stata fino alla fine in realtà. Durante il mio periodo universitario ho avuto la fortuna di incontrare altri fuorisede come me con cui si è creato un ottimo gruppo di studio. Pian piano durante i 6 anni siamo diventati fratelli; perché si condivideva la vita dentro e fuori dall’università, è la tua famiglia fuori sede.
Vivere lontano da casa ti permette di interfacciarti subito con una serie di situazioni che ti permettono di crescere in fretta, impari ad aprire la mente e interfacciarti con più persone. L’essere fuori sede, quindi stipendiato con sacrifici da parte dei tuoi genitori, ti mette in una condizione dove vuoi dare e fare il massimo per pesare economicamente il meno possibile; ed ecco che impari a portare avanti i tuoi compiti nel miglior modo possibile, sei lì per quello.
Il periodo da lavoratore ha avuto altrettante situazioni ad altissima crescita umana e professionale. Lavorare in ambienti stimolanti come quelli del settore metalmeccanico e biomedicale emiliani mi hanno dato una professionalità di primo livello; inoltre durante il mio periodo nel Motorsport di Lamborghini ho avuto la possibilità di girare il mondo e conoscere l’affascinante ambiente delle corse sportive di Gran Turismo.
Quando hai deciso di tornare in Sicilia e perché?
Durante la mia lontananza, durata 17 anni in totale; oltre a tutte le bellissime esperienze che ho menzionato sopra, il bisogno di avere sempre un volo di rientro già prenotato c’è sempre stato. Marsala, il suo mare, i suoi profumi, la gente con cui sono nato e cresciuto e tutto il suo ambiente in generale, è l’unico posto che mi permetteva di staccare realmente, di riprendere lucidità mentale; anche se ho visitato posti stupendi durante questi anni come l’Islanda, il Messico, l’Indonesia, il Marocco, la vacanza non era mai una vera ricarica se non era passata in casa.
Questa necessità, sempre presente fin da quando sono partito, ha avuto un forte crescendo negli anni, fino a diventare un’esigenza vera; non da diventare un’urgenza, ma negli ultimi 2/3 anni la necessità di stare in casa è diventata mensile e quindi il biglietto Bologna-Trapani per me ormai era un appuntamento mensile fondamentale.
Comincio a cercare lavoro in Sicilia in maniera abbastanza blanda, faccio un paio di colloqui con delle aziende, ma non eravamo ancora nelle condizioni giuste. Un bel giorno su Linkedin un’ottima occasione di lavoro, in un’azienda conosciuta e vicino casa. Decido di candidarmi senza nessuna pretesa, 1°, 2° step, passati. Dormo notti insonni, decido che è indietro non chi non ritorna nel luogo di casa, ma chi non ha mai messo il naso fuori dalla propria città, qualunque essa sia, ed eccomi di nuovo a casa da metà Maggio 2023.
Quali aspettative, speranze e desideri avevi prima di tornare?
La mia aspettativa è quella di migliorare alcuni indicatori che per me corrispondono ad una vita di alta qualità, in termini di: cibo genuino a chilometro zero e a costi contenuti, aria genuina, rapporti sociali genuini perché maturati con gente da quando sei nato, un costo della vita inferiore, temperature meno rigide, presenza costante del mare.
[Risposta di aprile 2023]
Quali paure, dubbi e incertezze avevi prima di tornare?
Quella di scontrarmi con una possibile realtà che viaggia ad un ritmo a cui non sono più abituato, quindi di valutare erroneamente certi atteggiamenti come superficiali.
Credo che nei primi momenti di adattamento, bisogna avere sempre allenata la propria intelligenza emotiva, magari ripassando i relativi libri ogni giorno come se fossero delle medicine da prendere. Questo metodo non è una rassegnazione, è un calarsi dentro la sfida che si è deciso di affrontare.
[Risposta di aprile 2023]
Ad oggi, quali sono stati gli aspetti positivi e quali quelli negativi del ritorno in Sicilia?
Il mio ritorno è previsto per metà maggio, ad oggi quindi posso solo dire che sento il cuore pieno di speranza.
[Risposta di aprile 2023]
Ho ritrovato una città che ti abbraccia. Chi ti ha consigliato di andare via, non ti guarda come un pazzo, ma nel vero spirito siciliano, ti sorride e ti dà il bentornato, anche sbattendoti in faccia con il sorriso la loro inerzia in punti su cui ti sei abituato ad agire molto diversamente; ma in ogni caso, un tuo conterraneo, un siciliano, ti accoglierà sempre. Ho riscoperto la bellezza del sole, degli spazi del mare, di una passeggiata che non sia dentro ad un centro commerciale, a pochi metri da casa. Questi 5 chili messi da quando sono arrivati sono felicità pura di un cibo a chilometri zero nel 90% dei casi.
Purtroppo, da quando sono andato via, non ho trovato uno stallo, bensì un’involuzione di servizi, strutture e decoro pubblico. Questa grande migrazione di forza lavoro e pensante ha avuto in questi anni un impatto visibile e forte sulla nostra terra, ma adesso vedo che i tempi stanno portando qualcosa di nuovo, e ci metterò del mio.
[Risposta di novembre 2023]
In qualche momento ti sei pentito/a della decisione di tornare?
Nonostante al momento sia ancora in fase di trasloco, salutare tutti gli amici e le conoscenze fatte a Modena ti portano ogni tanto ad avere dei momenti di sconforto, ma in quei momenti cerco di focalizzarmi sulla mia decisione, e sul perché l’ho presa.
[Risposta di aprile 2023]
Pensavo di avere più momenti di sconforto, ma in realtà quello che mi è rimasto è la nostalgia delle amicizie che ho maturato su a Modena, ma nulla vieta di prendere i soliti aerei per andarli a trovare, noi siciliani abbiamo l’aereo sotto i tacchi molto facilmente 😊 C’è da dire che ho avuto la fortuna di tornare con un lavoro stabile da subito e con un buon utilizzo delle mie competenze e non è cosa da poco, consiglio a tutti di valutare bene questo aspetto quando si fa questo passaggio; un’indipendenza economica pianificata è vitale per proseguire con serenità questo passaggio.
In sintesi: Mai dire mai, dico che sarà altamente improbabile un mio ritorno al nord, se non per vacanza (da oggi si fa al contrario 😀).
[Risposta di novembre 2023]
Cosa diresti a chi sta valutando di tornare in Sicilia?
Consiglierei magari, così come sto facendo io, di iniziare questo esperimento quando l’operazione è reversibile e si è ancora dinamici dal punto di vista logistico.
Se va male, si riparte; basta aprire un social del lavoro di turno, frequentare dei master on line ed ecco che le occasioni di espatriare torneranno a farsi vedere in pochissimo tempo.
Se va bene, benvenuto nella tua super nuova vita.
Cosa diresti, invece, a chi vede solo aspetti negativi del ritorno?
Ormai il mondo si è rimpicciolito, gli aerei hanno dei costi irrisori rispetto a 10/15 anni fa, internet ti permette di avere una dettagliata finestra sul mondo e sulle occasioni che si possono presentare anche soltanto seduti alla propria scrivania. Io non credo che in Sicilia si è così fuori dal mondo come poteva essere 20 anni fa; e se è vero che il futuro siamo noi, dobbiamo scriverlo dando il nostro contributo.
Cercare inizialmente dei modelli da assorbire è giustissimo; e quindi girare il più possibile, come ho scritto prima, fa bene a chiunque; ma credo che ad un certo punto bisogna dare una possibilità alla propria terra, se la si ama veramente.
In sintesi: un’asimmetria informativa così bassa non ci dà più scuse o pretesti per fare o meno qualcosa come un ritorno in Sicilia.
In definitiva: tornare in Sicilia, si può?
“Se una cosa la vuoi, una strada la trovi. Se una cosa non la vuoi, una scusa la trovi.”
(Proverbio Africano)
