Intervista a Marta Bison

Torniamo a divagare un poco dal tema centrale delle nostre Storie di ritorni (cioè le testimonianze di siciliani che tornano in Sicilia) per lasciare spazio a un racconto pieno di adrenalina.

Donna, giovane, originaria del Nord, imprenditrice al Sud, siciliana d’adozione, Marta Bison non ha ancora compiuto 30 anni ed è già tutto questo, ma facciamo qualche passo indietro per conoscerla meglio.

Marta nasce nel 1995 nel mio caro Piemonte ma in adolescenza si trasferisce in Liguria, regione in cui tutt’oggi vive la sua famiglia e che lei considera casa. Per motivi di studio si sposta prima a Torino e poi a Milano, dove si laurea in Comunicazione e Pubblicità alla IULM.

Marta è una ragazza intraprendente, con tanta voglia di fare e di mettersi in gioco: è ancora al secondo anno di università quando ottiene i suoi primi clienti e apre la partita IVA! All’attività da freelance si aggiungono presto altre esperienze professionali, come quella con la nota agenzia di marketing Marketers o con la società di consulenza ZERO, che si occupa di sviluppo di prodotti digitali e digital marketing per personal brand e aziende.

Durante gli anni a ZERO Marta si occupa di podcast, content creation, per poi diventare Operation Manager e Digital Strategist. Il suo ruolo è quello di aiutare personal brands a crescere e sviluppare nuovi prodotti online e offline, ma soprattutto lavora in remoto (in tempi non sospetti).

Come per tanti altri, l’arrivo del Covid segna un punto di svolta nella vita di Marta, che si ritrova a trascorrere il primo lockdown a Milano completamente da sola. Per questo motivo appena il governo decreta le prime riaperture Marta ha solo un obiettivo: andare a trovare la sua famiglia in Liguria e prendersi una meritata vacanza in compagnia!

Opta per un luogo in cui non era mai stata e parte con un’amica alla volta del Sud Italia: Napoli, Caserta, la Puglia, chiudendo il cerchio a Palermo. Qui la sua compagna di viaggio ha degli amici che propongono alle due ragazze di fermarsi per un periodo più lungo. Entrambe lavorano in remoto e pensano “perché no?”, così affittano un appartamento per un mese in pieno centro a Palermo.

Le vacanze vere, quelle da turista a tempo pieno, durano due settimane; il resto del tempo Marta lo passa tra lo smart working e la scoperta delle bellezze siciliane. Palermo le piace, è ammaliata dalle sue contraddizioni, qui riesce a fissare dei limiti più definiti tra lavoro e vita privata (cosa impossibile a Milano) e trovare il giusto mix di spazi sociali, personali a lavorativi. 

Intervista a Marta Bison per Tornare in Sicilia

Scaduto il tempo della sua permanenza in Sicilia, Marta ritorna a Milano follemente innamorata di una Palermo in cui sta già pianificando di tornare.

Grazie allo smart working e a una buona dose di coraggio, infatti, Marta e la sua amica organizzano in tempi strettissimi un cambio vita e decidono di tornare nel capoluogo siciliano il mese dopo, stavolta con un biglietto di sola andata!

Marta ama il ritmo e la qualità di vita che le offre la Sicilia: andare a fare la spesa direttamente dal fruttivendolo o dal macellaio del quartiere, vivere in una città a misura d’uomo ma piena di fermento, di iniziative, di giovani con voglia di fare. A ciò si aggiungono innumerevoli bellezze artistiche e naturali, il mare, il sole, il calore del clima e delle persone. Grazie ai social media, alle attività culturali, agli eventi per digital nomads, expat o agli eventi di settore, Marta si circonda di belle persone, che la accolgono a braccia aperte e la fanno sentire subito a casa.

Da quando si è trasferita in Sicilia Marta ha esteso la sua attività di consulenza ad alcuni brand locali e insieme al suo ragazzo ha iniziato un progetto molto ambizioso (di cui parla nell’intervista). Inoltre, qualche mese fa ha aperto la pagina Instagram @smartinsud con l’obiettivo primario di parlare di chi fa impresa al Sud. 

Marta intende raccontare persone e storie di successo, mostrare come molti stereotipi sul Sud sono solo nella testa di chi li diffonde, ispirare chi vuole rimanere al sud Italia o chi, come lei, cerca una nuova dimensione di vita; ma soprattutto, dimostrare che si può fare impresa al Sud!

Insomma, a Marta non manca la voglia di mettersi in gioco né il coraggio di farlo! D’altronde, come lei stessa cita: “I sogni sono per i coraggiosi, per gli altri ci sono i cassetti”.

Da dove vieni?

Sono di origine Piemontese (provincia di Torino), ma mi sono trasferita a 14 anni in Liguria con i miei genitori – per poi studiare prima a Torino e poi a Milano all’università (dove ho vissuto 6 anni). Mi viene difficile dire di dove sono, perché appartengo un po’ a tutti questi luoghi, e da due anni e mezzo anche a Palermo.

Di cosa ti occupi nella vita?

Sono tante cose, ma a livello lavorativo principalmente due:

Sono una marketing strategist, specializzata del digital marketing. Ho aiutato professionisti a sviluppare prodotti digitali e a lanciarli online, personal brand a definire la propria strategia comunicativa e aziende ad aumentare i propri clienti grazie al mix tra online e offline. Per tre anni ho lavorato per un’azienda che era totalmente remote (e ciò mi ha permesso di scegliere con relativa leggerezza di trasferirmi da Milano a Palermo nel giro di due settimane). Qui ho gestito un team di 10 persone nell’ideare, progettare e realizzare prodotti digitali e non per aziende e personal brand (fra tutti, il personal brand di Paola Maugeri, famosa speaker e bestseller italiana). Da 6 mesi invece gestisco con il mio compagno una serie di brand locali, per cui curiamo comunicazione e pubblicità local. Sono anche una consulente e seguo alcuni personal brand nello sviluppo della loro immagini e nei loro progetti.

A dicembre 2022 mi sono licenziata perché volevo portare avanti un progetto che fosse solo mio: Virtually 3D. Insieme al mio compagno Alessandro stiamo cercando di creare un’azienda che si occupa di virtual tour, virtual reality e augmented reality. Proprio in questi giorni abbiamo lanciato il nostro sito web con tutti i servizi e i settori a cui al momento ci rivolgiamo. Il sogno nel cassetto è vincere qualche bando europeo e poter puntare a progetti più ambiziosi che si colleghino anche alla cultura.

Cosa ti ha spinto a trasferirti in Sicilia?

Quando a luglio 2020 sono sbarcata a Palermo, era la mia prima volta in Sicilia. In 36 giorni mi sono innamorata follemente delle vibrazioni di questa Isola. Non c’è nulla di razionale – almeno non c’è stato all’inizio, ma solo tanta connessione viscerale.

Il tempo mi ha dato ragione perché ho poi trovato qui il mio perfetto ritmo di vita.

Quando e dove ti sei trasferito/a?

 Mi sono trasferita definitivamente a Settembre 2020, in pieno centro storico a Palermo.

Com’è vivere in Sicilia? (Aspetti positivi e negativi)

Per me vivere in Sicilia è vivere in connessione con la natura e le sue bellezze. Il mare è un elemento fondante di questo rapporto e mi rende serena, ispirata e felice. E poi, la cultura. In ogni angolo di Sicilia si respirano Arte e Cultura e questo mi piace da impazzire. È un’Isola piena di storia, si vede ogni strato lasciato da chi ci è passato (e sono tanti!).

Altra cosa che amo della Sicilia, sono le persone: senza cadere in stereotipi o generalizzazioni, sono stata fortunata a trovare tante persone interessanti, solari, aperte alla vita e al mondo. È più facile ricevere un sorriso dai passanti che uno strattone per salire sulla metro che sta partendo (reminiscenze milanesi). Da quando sono qui respiro nell’aria una fortissima voglia di riscatto, di evoluzione e crescita sociale e vedo tanti giovani che vogliono fare impresa e mettersi in gioco. Forse sono arrivata nel momento giusto? Chissà, ma sicuramente è un mood che mi contamina in modo estremamente positivo.

Altro aspetto fondamentale: il clima. Sono estremamente metereopatica e poter contare su un clima molto spesso sereno, caldo e soleggiato mi aiuta ad affrontare la vita con più energia. Il costo della vita è decisamente più basso che in tante città del Nord. E poi, il cibo. Io ne sono una grande amante e scoprire tutte le meravigliose ricette siciliane mi scalda il cuore.

Lato aspetti negativi, sicuramente posso citare una noncuranza generale di quella che è la pulizia. L’immondizia non viene ritirata in modo corretto, ma viene anche lasciata ovunque con questo pretesto.

I servizi non sono puntuali e i mezzi sono praticamente inutilizzabili. Però con i monopattini sono totalmente autonoma. Io però che  lavoro da casa.

Arta e cultura sono al 10% del loro potenziale e andrebbero valorizzati molto di più, sia dai cittadini che soprattutto dalle istituzioni.

Ad oggi, ti sei pentito/a della decisione di trasferirti in Sicilia?

Assolutamente no, prenderei la stessa decisione altre 10 volte. Qui mi sento a casa.

Cosa diresti a chi sta valutando di andare a vivere in Sicilia?

Che la Sicilia non è per tutti. Devi essere flessibile, aperto di mente, intraprendente e devi saper cogliere il bello anche dove c’è contraddizione.

Se sei così, allora sarà l’inizio di una seconda vita. Più a misura d’uomo, più vicina all’essenziale e in compagnia di persone solari e coinvolgenti.

Se hai bisogno di rigore, ordine e pulizia, allora potrebbe diventare il tuo peggior incubo.

In definitiva: trasferirsi in Sicilia, si può?

Sì, decisamente! E voglio essere la dimostrazione vivente che ci si può trasferire in Sicilia avendo già un lavoro (come nel mio caso), ma anche si può crearselo qui. Con la giuste dose di intraprendenza, follia e competenze – come sto cercando di fare io.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto
Tornare in Sicilia
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili.