L’ho già ammesso e non ci girerò molto intorno: la decisione di andare a vivere alle Canarie è stata complessa, tormentata e dolorosa.
L’idea di trasferirsi alle Canarie, suggerita da Dario per la prima volta nel 2014, mi aveva colta alla sprovvista. Due anni prima avevo vissuto un “mini rimpatrio” da Nord a Sud, scegliendo di tornare a vivere in Sicilia dopo tre anni a Torino, piena di sogni e speranze, pronta a scommettere su di me e la mia terra. Nonostante il nord Italia mi offrisse maggiori e migliori opportunità, avevo scelto di tornare in Sicilia per riavvicinarmi a famiglia e amici (la famosa homesickness), avevo scelto le mie radici. Perché mai sarei dovuta partire di nuovo? Per di più per andare a vivere all’estero, a una distanza grande il doppio di quella che separava Sicilia e Piemonte. No, non mi sentivo né pronta né interessata a fare un passo in quella direzione. Volevo restare in Italia, volevo restare in Sicilia.
La possibilità di espatriare diventa reale
Un anno dopo la situazione era diversa e la decisione di espatriare più vicina. Correva il 2015 e l’ipotesi, per quanto complicata e spaventosa, di trasferirsi altrove si scontrava con la dura realtà di restare in Sicilia, una terra che in quel momento non mi stava offrendo nulla, se non lavori sottopagati e precari insieme all’assenza di prospettive, motivazione, indipendenza economica e soddisfazione personale. In breve, assenza di futuro.
È stato allora che ho iniziato a valutare seriamente la possibilità di andare a vivere all’estero. Certo, numerosi dubbi e insicurezze dell’espatrio continuavano a tormentarmi, ma a quel punto non avevo più nulla da perdere. Non potevo (né volevo) rimanere intrappolata in una staticità che mi stava divorando dentro, che si stava mangiando il mio avvenire e la mia felicità. Così ho deciso di dare ascolto a quella vocina dentro di me che iniziava timidamente a ripetere “vai, prova, buttati!” e nella primavera del 2016, dopo un viaggio esplorativo a Gran Canaria, è arrivata la decisione di trasferirsi alle Canarie. Una decisione che, come ho detto, è stata complessa e tormentata.
Andare a vivere alle Canarie: una decisione complessa e tormentata
Complessa perché interessava molteplici aspetti (dalla sfera affettiva a quella lavorativa, culturale e sociale) e sollevava numerosi interrogativi (supererò la nostalgia e la solitudine? Mi integrerò? Riuscirò a farmi nuovi amici? Troverò un lavoro? E se il posto non mi piace?). Senza contare che lo spostamento che ci aspettava era logisticamente impegnativo: bisognava organizzare un trasloco via mare, trovare casa a distanza, sbrigare documenti, e un lungo eccetera.
Tormentata perché sono stata a lungo (due anni per l’esattezza) divisa tra la convinzione che lasciare la Sicilia fosse difficile per me e la consapevolezza che, in quella fase della mia vita, fosse la cosa più giusta da fare.
Lasciare la Sicilia: una decisione dolorosa
In apertura ho usato anche l’aggettivo “dolorosa”. Come può una scelta consapevole essere al contempo dolorosa? A questa domanda rispondono, in primo luogo, le mie 3 principali paure di vivere all’estero e, in secondo luogo, la convinzione che decidere di affrontare un grande cambiamento non vuol dire necessariamente esserne sicuri al 100%, vederne solo i lati positivi o non soffrire per le conseguenze. Significa, piuttosto, fare una scelta consapevole, assumersi dei rischi, provare – a capire se quel cammino è adatto a te, a superare i tuoi limiti, a sperimentare modi di vita alternativi – ed essere onesto con te stesso.
A posteriori posso affermare che essere onesti con sé stessi include ammettere che, di fronte a un cambiamento così importante come trapiantare la propria esistenza in un altro stato, è lecito provare incertezza, tristezza e dolore. Il fatto che emigrare sia una TUA scelta non esclude che tu possa avere perplessità o soffrire. Qui non vale il modo di dire “hai voluto la bicicletta, ora pedala!”: stare male è un tuo diritto, avere dei ripensamenti è un tuo diritto, essere pienamente convinto della tua scelta e ciononostante essere malinconico è un tuo diritto.
Quindi sì, malgrado sia stata farina del mio sacco, la decisione di andarsene dalla Sicilia e andare a vivere alle Canarie è stata complessa, tormentata e dolorosa.

