Ammiro molto la protagonista della testimonianza di oggi di Storie di ritorni perché se c’è una cosa che considero particolarmente coraggiosa di un ritorno in Sicilia, è tornare in un piccolo centro urbano.
Sonia Scurria è originaria di Castell’Umberto, un paesino di meno di tremila anime sui Nebrodi, in provincia di Messina; da lì è andata via a 22 anni e lì è tornata nel 2022.
Da grande appassionata di turismo, si laurea in Scienze del Turismo a Messina e avvia una società che si occupa di servizi di assistenza turistica. Terminata l’università, Sonia sente la necessità di uscire dalla sua comfort zone e di staccarsi dalla famiglia per affermare la sua indipendenza; la vita di paese, con i suoi atteggiamenti, le sta stretta. Capisce che ha bisogno di andare via dalla Sicilia e di fare nuove esperienze fuori, ma in cuor suo sa che prima o poi tornerà. Non importa se dopo 10, 20 o 30 anni, lo farà quando sarà il momento giusto.
Inoltre, seppur ancora giovanissima, Sonia da tempo ha in cantiere un progetto di incoming mirato alla destagionalizzazione del turismo in Sicilia e rivolto al mercato francese; così, ad appena 22 anni, decide di trasferirsi in Francia per studiare gusti ed esigenze del popolo francese e affinare il suo progetto. Sceglie consapevolmente zone poco battute dagli italiani per immergersi in toto nella lingua e cultura locale; grazie al lavoro per una catena di hotel, esplora diverse parti della Francia, dove rimane 7 anni.
Oltre ad arricchenti esperienze personali e professionali, la Francia regala a Sonia l’amore: quando il suo fidanzato visita la Sicilia per la prima volta insieme a lei, si innamora dell’isola a tal punto che, un anno più tardi, è proprio lui a proporle di trasferirsi a vivere lì. Sonia, che lì aveva lasciato tante idee e progetti in sospeso, avverte il desiderio di tornare e scommettere nella sua terra e dare il suo contributo facendo tesoro dell’esperienza fatta fuori. E, infatti, nel 2022 i due decidono di fare i bagagli e trasferirsi insieme a Castell’Umberto.
Come spesso accade, quando Sonia comunica la sua decisione di tornare in Sicilia si imbatte in reazioni contrastanti: chi è felice e non vede l’ora di riaverla in paese, chi le fa intendere che il ritorno sia un fallimento (oltre che una scelta prevedibile) e chi non si risparmia un “Perché torni? Chi te lo fa fare?!”. In pochi le hanno detto “Fai bene a tornare arricchita dall’esperienza fatta fuori”.
Quella che torna, però, non è la stessa Sonia andata via poco più che ventenne e oggi non si preoccupa più del giudizio delle persone. È più selettiva nelle relazioni umane e sa di chi circondarsi per rimanere motivata; conosce i suoi i limiti e cerca soluzioni per superarli; è determinata a portare avanti i suoi sogni senza farsi scoraggiare; ha acquisito più sicurezza in sé, ha imparato a dire no e cerca di non farsi coinvolgere in situazioni con cui non è d’accordo.
La vita sui Nebrodi è piacevolmente lenta e genuina. Il fidanzato di Sonia ha trovato lavoro ed è felice, mentre lei continua ad operare nel settore turistico concentrandosi su ciò in cui si è specializzata: il mercato francese.
Mi racconta che i turisti francesi apprezzano la Sicilia specialmente per i paesaggi, i percorsi di trekking, i tour enogastronomici o la facilità con cui si può reperire cibo di qualità a km0. Certo non mancano gli aspetti negativi, come siti archeologici spesso chiusi (o con orari di apertura non segnalati) oppure siti turistici più curati in alta stagione e lasciati in abbandono il resto dell’anno.
Al di là dei feedback che le offrono i visitatori francesi, Sonia tira le somme dal proprio punto di vista personale: se da un lato non può far a meno di notare alcuni piccoli cambiamenti positivi – come la maggiore presenza di servizi online o un maggior attivismo di giovani siciliani interessati alle problematiche del territorio, dall’altro riconosce che ci sono ancora diversi fattori che immobilizzano lo sviluppo ed il cambiamento locale – come il perenne stallo delle istituzioni o la rassegnazione delle persone che non fanno altro che ripetere che “non cambierà mai nulla”.
Invece, Sonia percepisce che c’è un fievole cambiamento in atto, che sempre più giovani si stanno rimboccando le maniche con l’obiettivo (forse non così impossibile) di segnare un prima e dopo per la nostra terra e lei vuol fare parte di quel movimento.
Quando è andata via, 7 anni fa, la sfida di Sonia era quella di affermarsi in terra straniera; oggi la sua più grande sfida è riuscire a rimanere nella sua terra.
Sebbene non escluda del tutto la possibilità di tornare in Francia, Sonia farà di tutto per rimanere in Sicilia e realizzare il suo progetto, a cui tiene tantissimo. Per questo non si pone limiti né scadenze, ma si impegna ogni giorno affinché quel sogno diventi realtà!
Buona lettura 🙂
Di che parte della Sicilia sei?
U n paesino nel cuore dei Nebrodi, Provincia di Messina
Di cosa ti occupi nella vita?
Ho sempre avuto la passione per il settore turistico, quindi ho sempre incentrato gli studi, le mie passioni ed il mio lavoro su questo. Negli ultimi anni ho lavorato nel settore turistico-alberghiero.
Qualche anno fa ho costituito una società che eroga principalmente servizi di assistenza turistica. Oggi ho in cantiere un progetto più ampio incentrato sull’incoming in Sicilia.
A che età hai lasciato la Sicilia e perché?
Sono partita dalla Sicilia a 22 anni. Mi ero appena laureata e sentivo il forte desiderio di esplorare la Francia ed imparare la lingua stando a stretto contatto con la gente e la cultura del luogo. Allo stesso tempo sentivo il bisogno di mettermi alla prova allontanandomi da una comfort zone che mi stava troppo stretta.
Dove hai vissuto e per quanto tempo?
Ho vissuto in diverse regioni della Francia, per circa 7 anni.
Com’è stato per te vivere lontano dalla Sicilia?
E’ stato in un primo momento liberatorio, con il tempo molto costruttivo. Sono partita da sola, ho scelto volutamente una zona in cui il tasso di presenza di italiani è veramente basso per potermi sin da subito immergere nella cultura locale.
Mi sono sentita sin da subito nel posto giusto al momento giusto nonostante le difficoltà iniziali, che chiunque decida di emigrare incontra. Ho amato la “me” indipendente, intraprendente, tenace ed ho scoperto un’energia ed una forza che non sapevo mi appartenessero. L’uscire dalla comfort zone ci mette continuamente davanti a dure prove. Così ho conosciuto una me diversa, venuta fuori perché continuamente stimolata dall’ambiente circostante.
Ogni singolo anno all’estero è riuscito a regalarmi grandi soddisfazioni personali. In cuor mio però ho sempre saputo che sarei ritornata in Sicilia non appena mi sarei sentita pronta. Sapevo che non sarebbe stata una decisione definitiva quella di vivere all’estero. Forse anche per questo ho sempre preferito lavorare a tempo determinato per lasciarmi la libertà di scegliere con molta serenità quando tornare in Sicilia, senza avere vincoli ed obblighi lavorativi che mi avrebbero probabilmente reso la decisione più complicata.
Quando hai deciso di tornare in Sicilia e perché?
Ho deciso di tornare in Sicilia nell’estate 2022. Diciamo che ogni volta che tornavo in Sicilia per le vacanze, sentivo come un senso di colpa pensando che quella terra stava diventando per me solo un luogo di ferie, un tocca e fuga, un luogo in cui non stavo lasciando qualcosa di positivo, insomma stavo diventando una turista a casa mia!
Ho sentito la necessità di tornare lì dove avevo lasciato tante idee e progetti in sospeso e dare il mio contributo per la mia terra. E così ho deciso di tornare, scommetterci, riprendere tutto da dove avevo lasciato, ri-costruire facendo tesoro delle mie esperienze e della mia formazione personale.
7 anni fa la mia grande sfida fu partire e riuscire ad affrontare le difficoltà in terra straniera confrontandomi con un ambiente nuovo e stimolante. Ci sono riuscita. Oggi la mia nuova grande sfida sarà affrontare le difficoltà della mia terra, ma con una visione diversa, per riuscire a rimanerci.
Quali aspettative, speranze e desideri avevi prima di tornare?
Non ho mai voluto avere grandi aspettative, solo desideri ed obiettivi. Ho sentito il forte desiderio di riprendere i miei progetti lasciati per troppo tempo chiusi in un cassetto, con nuove consapevolezze e con una maturità diversa.
Quali paure, dubbi e incertezze avevi prima di tornare?
La mia paura più grande è sempre stata di non trovare gli stimoli giusti per portare avanti le mie idee. La paura di trovare un ambiente ostile al cambiamento, alle nuove idee, allo sviluppo, immobile e “chiuso” per come lo avevo lasciato. Una volta tornata ho da subito cercato di “scandagliare” cose e persone cercando di individuare, conoscere e frequentare gente/gruppi che stimolano la mia voglia di fare.
Ad oggi, quali sono stati gli aspetti positivi e quali quelli negativi del ritorno in Sicilia?
Tra gli aspetti positivi citerei sicuramente il miglioramento della qualità della vita dovuto a tanti fattori come la vicinanza dei propri affetti, la facile reperibilità del cibo a km 0, i ritmi calmi della vita, il riscoprire il valore delle piccole cose, l’emozionarsi durante i riti religiosi e pagani fortemente sentiti, la facile reperibilità di un bellissimo tramonto!
Uno degli aspetti negativi che più mi disturba è il doversi troppo spesso confrontare con situazioni e persone che purtroppo ancora oggi immobilizzano lo sviluppo ed il cambiamento.
In qualche momento ti sei pentito/a della decisione di tornare?
Ad oggi non mi sono pentita neanche per un secondo di essere tornata! La mia nuova sfida sarà rimanerci.
Cosa diresti a chi sta valutando di tornare in Sicilia?
Penso che lo star valutando un ipotetico ritorno in Sicilia è già di per sé un segnale positivo da cogliere. Vuol dire vederci dei vantaggi. Dunque perché non provarci? Bisogna rimanere propositivi, ambiziosi, cogliere ciò che di bello ha da offrire questa terra e la gente che ci vive, fare tesoro dell’esperienza “fuori” per rendere migliore la tua permanenza in Sicilia. Ci saranno sicuramente delle problematiche da affrontare, ma in fondo quale trasferimento o cambiamento non ci pone davanti a difficoltà? Nessuno.
Cosa diresti, invece, a chi vede solo aspetti negativi del ritorno?
A chi vede solo aspetti negativi del ritorno direi di ascoltarsi, che va bene così perché non esiste una decisione giusta o sbagliata, ma solo decisioni che ci fanno stare bene. Tanti sono i fattori personali e non che spingono qualcuno ad emigrare (come anche a rimpatriare) e solo quando (e se) si sentirà il richiamo della propria terra sarà il momento di valutarne il ritorno.
A chi invece deve fare ritorno in Sicilia quasi “obbligato” e non riesce a vederne i lati positivi, direi di tornare con una visione diversa rispetto a quella con cui si è partiti. Avere una visione più aperta, più ottimista e più ambiziosa attirerà solo situazioni positive.
In definitiva: tornare in Sicilia, si può?
Da chi l’ha già fatto, direi assolutamente sì!
Cito un famoso aforisma che faccio sempre mio: “Se perdre pour mieux se retrouver” (perdersi per ritrovarsi). Forse se non mi fossi mai allontanata dalla Sicilia, non avrei mai colto la sua vera essenza. Ad oggi, grazie alla mia esperienza “fuori”, riesco a dare maggiore valore a questa terra che, nonostante tutto, mi è mancata.
