Intervista a Nancy Russo

“Sono una siciliana di ritorno felice. Ho scelto di vivere qui, di far crescere mia figlia nella bellezza, di ispirare le persone ad esprimere al meglio energie e potenziale.

Desidero condividere, far crescere, aiutare le persone progettando esperienze educative efficaci, facilitando l’apprendimento e il lavoro di gruppo, creando opportunità di collaborazione per lo sviluppo di progetti creativi e innovativi, incrementando le potenzialità comunicative e creative di persone ed organizzazioni.

Mi occupo di Formazione sulle Life skills, Comunicazione per Aziende e Pubblica Amministrazione, Coaching e Life design per multipotenziali, Yoga flow. Pratico mindfulness e condivido con gioia esperienze di benessere e consapevolezza.

Amo leggere, danzare, viaggiare, cucire, prendermi cura delle piante, esplorare la Natura. Amo la poesia e la bicicletta, il teatro e gli abbracci. 

Da qualche anno impegno le mie risorse promuovendo il valore individuale e sociale della multipotenzialità: realizzo esperienze formative di orientamento sulla multipotenzialità. Ho ideato e conduco iniziative dedicate alle persone con multiple potenzialità: Connessioni, opportunità di networking per offrire ispirazione e sostegno, e Pratica di Meraviglia, un percorso formativo e life design. Le ho progettate per creare una community che condivide esperienze e genera creatività e per disegnare insieme percorsi professionali plurali.”

Ho voluto aprire l’intervista a Nancy Russo per Storie di Ritorni direttamente con le sue parole perché dicono di lei più di quanto io possa mai riuscire a trasferire in queste righe 🙂

Come me e tante altre persone che lei stessa segue, forma e orienta, Nancy è una multipotenziale: nella vita si occupa di Formazione sulle human skills (comunicazione efficace, time and energy management, intelligenza emotiva, team building, gestione dello stress, solo per dirne alcune) e di Comunicazione per aziende e Pubblica Amministrazione. Inoltre, di recente è diventata Facilitatrice Maieutica, una competenza che vorrebbe mettere in gioco per l’innovazione del territorio siciliano.

Originaria di Adrano (CT), compiuta la maggiore età Nancy lascia la Sicilia per frequentare un nuovo corso di laurea che la affascina moltissimo: Scienze della Comunicazione, una facoltà nata appena due anni prima e presente solo a Roma, Salerno, Siena e Torino. Nancy sceglie la capitale dove, tra studio e lavoro, trascorre un ventennio della sua vita. Durante l’università è dedita allo studio, sente la responsabilità di essere a carico della famiglia e non vuole perdere tempo. Per non gravare sull’economia familiare, il primo anno fa molti sacrifici e si toglie qualche sfizio grazie a dei lavoretti in pub e ristoranti, finché vince una borsa di studio che le permette di vivere con più serenità il periodo universitario. Dopo la laurea comincia subito a lavorare nel settore della comunicazione per grandi agenzie multinazionali ed intuisce che il suo futuro è a Roma: una carriera nel mondo dei new media, all’inizio degli anni 2000, al Sud non è pensabile. Tuttavia, non prova nostalgia della Sicilia perché torna, se non spesso, quando vuole (basti pensare che l’intervallo più lungo senza tornare è di 6 mesi!). Come molti fuori sede, Nancy sperimenta un sentimento contrastante: quando torna in Sicilia inizialmente ha voglia di rimanere, ma poco dopo sente il desiderio di rientrare in quella che ormai considera la sua città.

Nel 2008, vede nella serie di cambiamenti in corso nella sua vita, un’opportunità per ri-pensare e immaginare la vita che desidera vivere. Si prende un periodo di tempo (del resto, da brava multi potenziale, è alla ricerca continua di stimoli). Incuriosita dalla nuova generazione di creativi che, grazie alla tecnologia, possono scegliere da dove vivere e lavorare, Nancy intraprende un viaggio di ricerca tra San Francisco, San Diego e altre città statunitensi pionieristiche per comprendere l’evoluzione sociale, culturale e professionale in corso. In quel viaggio di scoperta percepisce un forte senso di territorialità che le piacerebbe riproporre in Italia, Continua la sua esplorazione e così decide di trasferirsi a Londra. Ama l’atmosfera londinese, vibrante e creativa. Pensa di starci 12 mesi e, invece rientra a Roma prima del previsto per una interessante proposta di lavoro e lì rimane altri 7 anni.

Ormai convinta di restare a vivere nella capitale, inizia a succederle qualcosa di strano: quando torna a Roma dopo una visita in Sicilia, prova tristezza… Nancy presta attenzione a quell’emozione negativa, che le fa capire che qualcosa sta cambiando dentro di lei.

Intervista a Nancy Russo per Tornare in Sicilia
Foto di Marcello Bianca

Uno di quei viaggi in Sicilia lo fa con la sua bimba in grembo: si trova in vacanza a Siracusa quando sente una meravigliosa sensazione di casa. Dopo la vacanza rientra a Roma con molti dubbi, si chiede se vale la pena tornare in Sicilia o restare lì. La razionalità le suggerisce di restare a Roma (sta già comprando casa), ma ogni volta che pensa a dove vorrebbe far crescere sua figlia visualizza la Sicilia! ❤️

Mi racconta: “Quando ci si trova nell’impasse di decidere tra aspetti positivi e negativi, bisogna collegare il proprio perché con il territorio: devi trovare la motivazione che ti spinge e che puoi trovare solo in quel luogo. Dove vuoi dare il tuo contributo al mondo? Qual è il tuo posto nel mondo?”

Nancy la sua motivazione la trova a Siracusa. Dopo vent’anni a Roma cerca una città più piccola, a misura di persona, e a Siracusa crede di poter realizzare uno stile di vita slow, legato al mare e alla natura. Il destino le mostra di essere nel posto giusto al momento giusto quando scopre casualmente che in città cercano un’insegnante di marketing culturale per avviare un master – la stessa disciplina che lei insegnava allo IED di Roma prima di rientrare… Quello è il suo segnale! Le viene dato quell’incarico, inizia a lavorare e parallelamente si costruisce da zero una rete di amicizie e conoscenze. Crea la “tribù delle mamme”, uno spazio pensato per donne che condividono l’esperienza della maternità (e non solo) e negli anni conosce quelle che oggi sono delle care amiche. 

Nancy non ha dubbi, vuole fare qualcosa per la sua terra, mettere le sue competenze al servizio della Sicilia per valorizzarne la ricchezza, per far crescere le persone e il territorio: “Quando riconosci il valore di quello che sei e che sai fare, piuttosto che sprecarli, li metti in campo per utilizzare come e dove vuoi”. Comincia a frequentare l’Impact Hub della città, una realtà in cui trova una dimensione innovativa e di cambiamento che non si aspettava. Quel luogo è il posto perfetto per lei, ma è anche una bolla felice al di fuori della quale Nancy vede tanta arretratezza culturale, che le arriva addosso come una doccia fredda. Le sembra che Siracusa vada a due velocità: da un lato c’è la città avanzata con Ortigia come un polo attrattivo per migliaia di persone, e dall’altro c’è la città culturalmente povera, in cui il cambiamento fa paura In questo scenario demotivante, il suo ottimismo gioca un ruolo fondamentale perché le consente di mantenere l’attenzione e la convinzione sui punti positivi, specialmente quando le cose non vanno benissimo. Nancy è convinta che più si promuovono esempi positivi, più cambia la narrazione della Sicilia e può cambiare anche qualcosa a livello culturale. 

Anche da qui nasce l’idea di creare “Connessioni” un format di eventi di networking per offrire ispirazione e sostegno a chi sta cercando nuova linfa. Connessioni è una community aperta di persone creative e poliedriche, molte delle quali sono tornate, trasferite o rimaste sempre in Sicilia: c’è chi viene da fuori per amore (per una persona o per la città), chi torna per ragioni economiche o perché stanco delle condizioni invivibili del luogo in cui viveva. In tutti i casi l’amore per la Sicilia accomuna le persone siciliane che tornano e quelle forestiere che scelgono di trasferirsi sull’isola. Una differenza sostanziale c’è, invece, tra chi torna per costrizione e chi torna per scelta: i primi hanno un atteggiamento negativo e ripescano continuamente le motivazioni per cui erano andati via, i secondi sono consapevoli della propria scelta e hanno voglia di fare qualcosa per il territorio. Proprio come lei: “Da giovane arrivi in un posto e hai bisogno di prendere energie, da adulta invece sei tu a dare le energie al luogo”.

Nonostante i limiti culturali e la difficoltà di portare avanti progetti innovativi in un contesto conservatore e tradizionalista, Nancy è una guerriera combattiva, la rassegnazione non le appartiene. Certe cose ha imparato ad accettarle e conviverci, su altre invece fa un bel respiro per lasciar andare la rabbia, ma non si è mai pentita della decisione di tornare in Sicilia: “Qui sento di dare il mio contributo alla comunità […] Vedo un futuro luminoso”.

Di che parte della Sicilia sei?

Sono nata a Catania, ho vissuto in provincia, ad Adrano, fino a 18 anni, adesso vivo a Siracusa.

Di cosa ti occupi nella vita?

Riempio la mia vita con molte attività: mi occupo di Formazione sulle human skills, di Comunicazione, di Yoga e mindfulness; sono mamma di una bambina di 9 anni; amiamo esplorare la bellezza viaggiando, facendo trekking, leggendo, danzando e tante altre cose.

A che età hai lasciato la Sicilia e perché?

All’età di 18 anni per trasferirmi a Roma e iscrivermi all’Università, dove ho studiato Scienze della Comunicazione.

Dove hai vissuto e per quanto tempo?

Ho vissuto 21 anni a Roma, e quasi un anno tra Stati Uniti e Londra.

Com’è stato per te vivere lontano dalla Sicilia?

La Sicilia l’ho sempre portata dentro, sentita forte. Ogni volta che ritornavo la vivevo appieno. Negli ultimi anni, lasciarla per ritornare a casa a Roma mi faceva sentire triste. Ho fatto tesoro di questa emozione.

Quando hai deciso di tornare in Sicilia e perché?

Ho deciso di tornare dopo la nascita di mia figlia. A dire il vero, forse è stata lei a volerlo profondamente. Ero incinta di 5 mesi, durante un fine settimana in vacanza a Siracusa, sentivo una meravigliosa sensazione di casa. Sai quella sensazione che provi quando rientri a casa dopo un viaggio? La sensazione è cresciuta (insieme alla pancia) e, mettendo insieme ragioni ed emozioni, ha dato vita all’idea di un progetto di vita a sud. In una città nuova, una vita nuova e un nuovo senso del lavoro.

Quali aspettative, speranze e desideri avevi prima di tornare?

Avevo il desiderio di donare. Dopo tante e ricche esperienze in 21 anni, in cui avevo preso e ricevuto moltissimo, sentivo il desiderio di offrire le mie energie, conoscenze e competenze, per far crescere la mia terra. Non avevo aspettative, sentivo di voler orientare qui le mie vocazioni, mi guidava la fiducia.

Quali paure, dubbi e incertezze avevi prima di tornare?

Ogni tanto faceva capolino la paura che mi sarebbe mancata la varietà di offerta culturale di Roma e il timore che mi sarebbero mancate tanto le amicizie, le relazioni intessute in più di mezza vita.

Ad oggi, quali sono stati gli aspetti positivi e quali quelli negativi del ritorno in Sicilia?

Gli aspetti positivi sono tantissimi: innanzitutto sento che questo è il mio posto nel mondo e qui vedo il mio futuro. La Sicilia è una terra bellissima e ricchissima: abbiamo un patrimonio culturale, storico e architettonico unico al mondo, una biodiversità preziosa, un multipotenziale straordinario. La mia qualità della vita è migliorata, la relazione con la mia famiglia d’origine è più intensa. Qui sento di dare il mio contributo alla comunità. È più buona la cucina, più bello muoversi in bicicletta, più rigenerante esplorare la natura e vivere la sua varietà. Da piccola sognavo di vivere al mare, ogni mattina mi sveglio ed è la prima cosa che vedo.

Gli aspetti negativi sono una certa ristrettezza culturale e di visione, la carenza di servizi, una generale difficoltà nel portare avanti progetti innovativi. Nel lavoro mi capita spesso di dire che si fatica il doppio per ottenere la metà. Ma va bene. È pur vero che porto avanti progetti innovativi in un contesto generalmente tradizionale, faticosamente si sta facendo spazio il cambiamento.

In qualche momento ti sei pentito/a della decisione di tornare?

No, mai. Al contrario, ogni volta che andando in bici vedo il mare o attraverso il ponte che collega Ortigia alla città rinnovo la mia gratitudine per la bellissima decisione presa. Ogni volta che mi muovo da una parte all’altra di questa isola, mi sento fortunata ad essere nata qui. Ogni volta che con il mio lavoro riesco ad ispirare le persone a fare meglio e di più, a creare connessioni con il territorio, a valorizzare le meraviglie che abbiamo, sono felice.

Vedo un futuro luminoso.

Cosa diresti a chi sta valutando di tornare in Sicilia?

Cerca una motivazione profonda, scopri il tuo perché, recuperalo dalla memoria e immagina come potrebbe essere la tua vita quando realizzi le tue aspirazioni e vocazioni.

Cosa diresti, invece, a chi vede solo aspetti negativi del ritorno?

Il posto perfetto o ideale dove tutto è positivo e non ci sono ombre, non esiste. In ogni luogo ci saranno aspetti positivi e negativi, la cosa più responsabile che possiamo fare è valorizzare quelli positivi, spostare l’attenzione sul perché sono positivi per noi. Che non significa chiudere gli occhi di fronte agli aspetti negativi, bensì non lasciare che la nostra mente continui a proliferare nella modalità negativa: più pensiamo alle cose negative, più continuiamo a vederne, più alimentiamo pensieri negativi e disfattisti. Detto con parole più semplici (che poi sono quelle di mia nonna): chiddu ca manca è chiù picca di chiddu ca c’è.

In definitiva: tornare in Sicilia, si può?

Sì, si può. E se si desidera essere artefici del cambiamento, si deve!

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