Intervista a Cristina Perniciaro

Storie di ritorni - rubrica dedicata a siciliani che decidono di tornare in Sicilia

L’intervista di questa settimana per la rubrica Storie di Ritorni ci riporta sulla costa occidentale, in provincia di Trapani.

Classe 1979 e originaria di Mazara del Vallo, Maria Cristina Perniciaro lascia la Sicilia all’età di 34 anni per ricongiungersi al marito Gianfranco, trasferitosi in Veneto per lavoro qualche tempo prima. Dopo ben 4 anni di matrimonio a distanza, i due si rendono conto che quella situazione non può andare avanti e che la scelta più ovvia è che lei lo raggiunga al Nord. Nonostante le difficoltà della relazione a distanza, Cristina sa che per lei il trasferimento in Veneto è una parentesi, non è lì che vuole trascorrere il resto della sua vita, ma ha paura: “Se vado, poi riuscirò a tornare in Sicilia?”. Ancor prima di partire sa di voler tornare in Sicilia e teme che una volta al Nord possa non trovare più la “scusa” o la motivazione per rientrare… È una decisione difficile, ma intanto raggiungere Gianfranco è la cosa giusta!

Cristina si trasferisce con la figlia di 4 anni e il marito in provincia di Rovigo, dove rimangono circa 7 anni. All’inizio, come in ogni situazione nuova, Cristina è entusiasta del cambiamento. Si crea una bella cerchia di amicizie (principalmente persone meridionali), vive a contatto con la natura, organizza weekend fuori porta e si trova bene con le persone del luogo. Trascorsi i primissimi anni, però, l’entusiasmo di Cristina inizia a scemare, ha nostalgia di casa e sente che quello non è il suo posto. “Vedrai che col tempo ti abituerai e ti piacerà”, le dicevano gli amici, ma non è così. “Mi mancava tutto, compresi gli odori e i colori della Sicilia: lì mi sembrava tutto asettico! In più sono metereopatica, vedere il cielo grigio e la nebbia mi metteva tristezza…”.

Sono tante le cose che la richiamano al Sud, ma sono tante anche le paure. Cristina e Gianfranco lavorano come insegnanti e sanno che, tornando in Sicilia, la loro situazione lavorativa potrebbe cambiare drasticamente. Ci rimuginano su a lungo, ma è troppo rischioso quindi decidono di restare definitivamente in Veneto ed acquistare casa. Un po’ come con la scelta del trasferimento al Nord, Cristina sa che l’acquisto della casa rappresenta un potenziale “punto di non ritorno”, ma a conti fatti quella è la scelta migliore per la loro famiglia e si rassegna. Passano gli anni e nessuna delle tantissime case che i due visitano li convince. “La ricerca della casa da comprare ti dovrebbe riempie di entusiasmo, invece io stavo male”. E se il problema non fosse la casa, ma la loro incertezza? Quel campanello d’allarme risveglia in Cristina e il marito il desiderio di tornare in Sicilia. Decidono di fare una prova: prima sarebbe tornata lei con le due figlie; se le fossero andate bene, il marito le avrebbe seguite. E così succede 🙂

Quella di tornare in Sicilia non è una scelta fatta a cuor leggero. Diversamente da quando lei aveva seguito il marito in Veneto, il trasferimento adesso non è più una questione di coppia, ma di famiglia. “Quando hai figli cambia tutta la prospettiva”, mi spiega, “devi tenere in considerazione che la loro vita verrà stravolta, sarà tutto nuovo: scuola, maestre, compagni, ambiente, attività extra scolastiche. Devi fare molta attenzione al loro benessere psicofisico”. Cristina è preoccupata per la figlia minore che, essendo nata lì, è più legata alla vita che hanno in Veneto; la grande, che  invece è nata in Sicilia e si è trasferita su quando aveva 4 anni, non vede l’ora di tornare: “Ogni volta che andavamo in Sicilia per le vacanze era un dramma tornare a Rovigo!”. Nonostante le preoccupazioni e una prima fase di adattamento, la scelta di rientrare si è rivelata vincente: le figlie di 14 e 9 anni sono contentissime della loro nuova vita siciliana! 

Intervista a Cristina Perniciaro per Tornare in Sicilia

L’altro fronte di insicurezza pre-rientro è la situazione lavorativa. Prima di lasciare la Sicilia Cristina lavora come biologa, occupandosi di igiene degli alimenti, ma poi in Veneto inizia a lavorare a scuola. Al suo ritorno in Sicilia vorrebbe continuare ad insegnare, ma sogna anche di aprire una sua attività. È da sempre appassionata di natura e piante medicinali e cosmetiche; da qualche anno si è avvicinata all’omeopatia e dopo aver provato uno sciroppo alla bava di lumaca, suggeritole dalla pediatra di sua figlia, ha iniziato ad interessarsi e formarsi sull’elicicoltura. Al suo ritorno capisce che la Sicilia le può offrire l’occasione che sta cercando per mettere insieme le sue passioni e aspirazioni: compra un terreno, avvia un allevamento di chiocciole e crea HELICARE COSMETICA, il suo brand di cosmetica a base di bava di lumaca.

Come qualsiasi startup, il primo anno di attività è dedicato allo studio delle lumache (ciclo vitale, riproduzione, malattie, schiusa delle uova), ai primi esperimenti in laboratorio e all’ideazione della prima linea di cosmesi. Cristina e il marito Gianfranco si occupano della catena di produzione quasi nella sua interezza: dall’allevamento alla raccolta manuale della bava (prodotta automaticamente dalle lumache, senza fare ricorso a metodi invasivi) al macro filtraggio; successivamente inviano il materiale estratto ai laboratori dove, insieme al chimico, creano la formulazione dei vari prodotti cosmetici anti-age. Il marito, inoltre, si occupa della manutenzione degli impianti e del riciclo, mentre lei cura tutta la parte commerciale (etichettatura, packaging, marketing, comunicazione, vendite). Incuriosita, chiedo a Cristina come la clientela siciliana abbia reagito al loro business e mi risponde che in Sicilia ci sono altri impianti (più grandi) che si occupano di cosmetica a base di bava di lumaca, ma che in generale “Ci sono due categorie di persone: quelle che tengono molto al prodotto biologico, naturale e sostenibile e quindi provano; e quelle che preferiscono prodotti commercialmente più conosciuti, perché non si fidano oppure si impressionano”. 🐌

Nonostante il salto nel buio e le grandi incertezze, Cristina è convinta che tornare in Sicilia sia stata la scelta giusta: “Per come avevo impostato la mia vita al Nord era come se avessi tirato il freno a mano. Dal punto di vista affettivo non potevo fare in modo diverso, sono molto legata alla famiglia e nella vita non c’è solo il lavoro. E se il lavoro non c’è, te lo devi inventare!”.

Dell’intervista con Cristina mi ha colpita un quesito: quando vivi al Nord, è più difficile tornare in Sicilia o restare su? “Ci vuole coraggio per rimanere su e fare tutto da soli (con i figli, poi, è ancora più complicato!), ma ci vuole anche coraggio per abbandonare le certezze che hai su per inseguire i tuoi desideri, gli affetti e il sogno di tornare a casa”. ❤️

Di che parte della Sicilia sei?

Mazara del Vallo (TP).

Di cosa ti occupi nella vita?

Sono una biologa, insegnante di scienze, e ho un’azienda agricola/elicicola a Mazara del Vallo. Allevo chiocciole del tipo Helix Aspersa Muller e coltivo ulivi. Con mio marito anche lui insegnante, abbiamo creato il brand “HELICARE COSMETICA” con cui produciamo cosmetici con bava di lumaca prodotta presso il nostro impianto elicicolo, appoggiandoci ad un laboratorio esterno per i processi di produzione dei prodotti. Coltiviamo inoltre ulivi, cultivar Nocellara del Belice per produrre olio evo.

A che età hai lasciato la Sicilia e perché?

Io a 34 anni, per raggiungere mio marito, fuori per lavoro, lui a 37. 

Dove hai vissuto e per quanto tempo?

Abbiamo vissuto in Veneto, precisamente in prov. di Rovigo. Sono rimasta li per quasi 7 anni io e per 12 anni mio marito. Purtroppo per 5 anni abbiamo vissuto separati dai km, io in Sicilia e lui in Veneto. 

Com’è stato per te vivere lontano dalla Sicilia?

I primi tempi (1°/ 2° anno non male, il lavoro andava bene, c’era ancora l’euforia della novità, ma poi la città in cui vivevo iniziava a starmi stretta, cominciava a mancarmi tutto della mia Sicilia; ad un certo punto non facevo altro che pensare al ritorno. Ma in questa decisione, molto travagliata, ci sono stati alti e bassi, perché accanto alla voglia di tornare c’era la consapevolezza del rischio a cui saremmo andati incontro, che avremmo trovato limiti e grandi difficoltà lavorative, il tutto accompagnato da uno stato perenne di ansia legato al futuro delle nostre figlie (abbiamo due figlie, adesso di 14 e 9 anni)

Quando hai deciso di tornare in Sicilia e perché?

Come ti dicevo già dal 2°/3° anno ho iniziato a maturare l’idea di un ritorno, ma il lavoro era lì… troppo rischioso, mi dicevo… Ho anche provato a rassegnarmi al punto che abbiamo iniziato a cercare casa da acquistare in Veneto, e credimi ne abbiamo viste tante, alcune molto belle, ma nessuna ci piaceva…in realtà il problema non erano le case, ma eravamo noi! Quindi prima di fare questo enorme passo, abbiamo deciso di ritornare. Prima sono ritornata io con le bimbe e un anno dopo mio marito. Nel frattempo in Veneto, abbiamo iniziato a progettare la nostra attività. Al mio ritorno, mi sono subito messa alla ricerca di un terreno da acquistare, animata da un pensiero: la nostra terra può offrire molto, bisogna crederci. Da biologa sono sempre stata affascinata dal potere che hanno determinate sostanze naturali, sia in ambito cosmetico che farmaceutico. Ricordo che  da bambina spesso chiedevo ai miei nonni, la funzione di alcune erbe/piante che utilizzavano per infusi. Ho studiato molto i cosmetici naturali, ho creato prodotti da sola per uso personale ovviamente, ho approfondito lo studio sulle proprietà della bava di lumaca, e  creduto molto in questo progetto. I nostri prodotti sono naturali e frutto dell’amore per il nostro territorio. Rispecchiano quello che sono: io amo tutto ciò che è naturale, la campagna e gli animali. Penso che l’uomo abbia bisogno di reintegrarsi con la natura, oggi più che mai dove tutto è ormai artefatto e innaturale. Ho curato personalmente tutto quello che riguarda il nostro brand, i prodotti, il packaging, il marketing. È faticoso, riuscire a conciliare il tutto: mio marito dopo la scuola si reca presso l’impianto quotidianamente per la gestione e manutenzione, lui è il responsabile dell’impianto. Io mi occupo anche del benessere animale (le chiocciole, anche loro si possono ammalare!) e curo tutto ciò che riguarda l’e-commerce, spedizioni e pubblicità sui social. Facciamo tutto noi! Per quanto riguarda l’uliveto, il discorso cambia un po’, ci sono delle fasi del lavoro sui campi che prevedono la presenza di operai di tanto in tanto. Produciamo olio evo da cultivar “Nocellara del Belice”.

Quali aspettative, speranze e desideri avevi prima di tornare?

Quando ho maturato l’idea di tornare, riponevo grande speranza nell’affermarmi come insegnante, avere il ruolo per me era fondamentale. Ma lo è ancora adesso, amo insegnare ai ragazzi, nel frattempo però avevo l’esigenza di creare qualcosa di mio, di progettare e di credere fermamente nel mio progetto.

Quali paure, dubbi e incertezze avevi prima di tornare?

Ovviamente la paura del fallimento è una costante, ma non mi arrendo mai. Cerco di essere sempre ottimista. Il nostro, penso, sia stato un po’ un salto nel buio, perché non avevamo alcuna certezza della buona riuscita del progetto, nonostante le ottime intenzioni.

Sono ritornata prima io, senza mio marito, per capire un po’ di cose, rispetto alla nostra scelta, poi è tornato anche lui, le condizioni erano favorevoli, ma certezze non puoi mai averne, si sa… Ad ogni modo, mi ponevo spesso diverse domande: “Vuoi davvero vivere lontana dalla Sicilia tutta la tua vita? Pensi che la vita sia solo questo? Lavorare e privarti di quello che ti piace veramente? È più difficile  tornare o restare?” Insomma non è stato semplice…

Ad oggi, quali sono stati gli aspetti positivi e quali quelli negativi del ritorno in Sicilia?

Aspetti positivi: le bellezze della nostra terra, il mare, il sole, il clima meraviglioso, la qualità dell’aria, i profumi che senti per strada. 

Aspetti negativi: i servizi per il cittadino purtroppo in Sicilia non sono gestiti bene, non come al nord, e questo è un dato di fatto!

In qualche momento ti sei pentito/a della decisione di tornare?

Fino ad oggi, mai.

Cosa diresti a chi sta valutando di tornare in Sicilia?

Dovete avere un mezzo piano in mente, non è possibile ritornare su due piedi. È uno stravolgimento della propria vita, ma vale la pena di farlo se ci si crede tanto, e si ha tanta voglia di ritornare. È una  cosa tanto personale, che è difficile anche dare consigli. Bisogna valutare bene, tenendo in considerazione sia il lato economico (è necessario), ma anche le proprie aspirazioni di vita (come vuoi vivere?).

Cosa diresti, invece, a chi vede solo aspetti negativi del ritorno?

Ad una persona che vede solo aspetti negativi, consiglierei di non fare  scelte azzardate, si andrà incontro a sentimenti di pentimento, sicuramente. Magari di fondo non c’è un forte coinvolgimento, o attaccamento al ritorno, non so…magari mi sbaglio, non sono una psicologa.

In definitiva: tornare in Sicilia, si può?

Certamente. Ripeto, a mio parere è necessario valutare bene, analizzare un po’ tutto, senza tralasciare i propri sentimenti, fondamentale! Vivere bene, non significa solo non farsi mancare nulla dal punto di vista  materiale/economico, ma significa anche sentirsi appagato emotivamente nell’ambiente in cui si decide di vivere.

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