Insieme alla decisione di andare a vivere alle Canarie arrivò il dubbio sul come espatriare: periodo di prova o trasferimento immediato?
Bisognava, cioè, decidere dove, come e quando trasferirsi all’estero. L’intenzione era quella di trasferirsi alle Canarie, sì, ma rimanevano dei punti interrogativi: quale isola/città scegliere? Quando partire? Ma soprattutto: aveva senso fare un periodo di prova o era meglio andare via definitivamente?
Su quest’ultimo punto in particolare io e Dario ci siamo confrontati a lungo, perché ogni opzione aveva i suoi pro e i suoi contro quindi era difficile capire quale fosse la strategia più efficiente per emigrare. Probabilmente una strategia di successo buona per tutti non esiste, visto che ognuno vive l’espatrio a modo proprio, quindi bisognava trovare l’opzione più conveniente e convincente per noi.
Per farlo ci è stato molto utile mettere nero su bianco vantaggi e svantaggi di entrambe le alternative e, sperando che ti sia d’aiuto se stai vivendo questo processo, condivido qui le conclusioni a cui siamo arrivati.
Espatriare: periodo di prova
Con “periodo di prova” mi riferisco all’andare in avanscoperta prima di trasferirsi all’estero a tutti gli effetti; ciò significa partire con un paio di valigie, trovare una sistemazione momentanea, iniziare a cercare lavoro (anch’esso momentaneo) in loco ed esplorare il posto.
PRO del periodo di prova: tutto è provvisorio
Innanzitutto il periodo di prova ti consente di andare a vivere all’estero con un carico più leggero e non parlo soltanto di bagagli: parti con meno esitazione, meno aspettative, meno pretese, ti lasci aperta la possibilità (qualora non ti trovassi bene) di cambiare luogo o addirittura idea.
Arrivi a destinazione con la curiosità e la leggerezza di un esploratore: vuoi andare alla scoperta di luoghi nuovi, provare tutti i ristoranti del posto, vivere nei quartieri più di tendenza della città, organizzare escursioni e partecipare ad eventi perché “chissà quanto tempo ci resto ancora qui”.
Inoltre, il fatto che tutto sia provvisorio ti lascia spazio di manovra: puoi capire se quello che hai scelto è il luogo adatto a te o se invece preferiresti cambiare destinazione, se ti piacerebbe vivere in maniera definitiva all’estero o se, al contrario, l’espatrio non fa per te.
CONTRO del periodo di prova: tutto è provvisorio
Lo so, può sembrare paradossale ma il principale vantaggio di vivere all’estero durante un periodo di prova è anche il suo maggiore svantaggio.
Il fatto che tutto sia provvisorio ti lascia in una specie di limbo in cui:
- non ti integri al 100% nella società perché non sai se resterai;
- non ti immergi appieno nella cultura locale perché non ne hai il tempo;
- non riesci a capire se/che opportunità professionali ci siano perché passi da un lavoro all’altro;
- vivi in una casa provvisoria e con la valigia aperta sul letto perché “finché non mi trasferisco in modo definitivo non pago un affitto più alto”;
- non riesci ad instaurare amicizie durature perché ti senti sempre di passaggio;
- non puoi metterti in regola con i documenti perché fai lavori saltuari e non hai un contratto d’affitto stabile;
- non ti rendi conto del reale costo della vita perché fai una vita da turista più che da residente;
- e un lungo eccetera.
In sostanza sei un expat a metà, più un turista di lungo periodo che un espatriato.
Espatriare: trasferimento immediato
Con “trasferimento immediato” intendo impacchettare la tua vita intera e spedirla a destinazione, espatriare iniziando tutto da zero senza (quasi) possibilità di ripensamenti.
PRO del trasferimento immediato: full immersion
Quando opti per andare a vivere all’estero senza alcun periodo di prova non puoi fare a meno di immergerti totalmente nella società e cultura d’arrivo, un po’ per spirito di sopravvivenza e un po’ per iniziare al più presto la tua nuova vita e non sentirti di passaggio.
Allora cerchi una casa definitiva, trovi un lavoro stabile, impari la lingua, regolarizzi la tua situazione amministrativa e fiscale, ti dedichi ad attività (come la palestra, un corso di danza, o uno sport) che ti permettano – anche – di creare nuovi contatti e instaurare delle amicizie.
Grazie a questa full immersion puoi considerarti ed essere considerato dagli altri come un vero expat, una persona che ha spostato il fulcro della propria vita per vivere all’estero e ha bisogno e voglia di instaurare nuovi legami, crearsi delle opportunità e far parte della comunità.
CONTRO del trasferimento immediato: no doubts
Allo stesso tempo decidere di trasferirsi all’estero in modo immediato è più impegnativo dal punto di vista logistico, economico ed emotivo.
A seconda di dove decidi di vivere all’estero, non è sempre possibile fare il trasloco con un furgone o spedire i tuoi averi via aerea in pochi giorni. Nel nostro caso, avendo il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico di mezzo, siamo dovuti ricorrere al trasporto marittimo; questo ha significato caricare (letteralmente) e spedire un container pieno zeppo di scatoloni ben 2 mesi prima della nostra partenza – affinché arrivasse a destinazione all’incirca insieme a noi – e trovare una persona in loco che fungesse da “garante” per la nostra spedizione…
A questo si aggiunge che partire con un biglietto di sola andata vuol dire trovare un alloggio a lunga scadenza e, di conseguenza, affrontare un esborso di denaro notevole. Il tutto senza poter prevedere dopo quanto e se sarai in grado di trovare un lavoro.
Dal punto di vista emotivo, poi, la prospettiva di “andata senza ritorno” è più pesante da gestire. Devi fare i conti con la paura di vivere all’estero, superare dubbi e insicurezze dell’espatrio e ricominciare da zero, con le tue sole forze, lontano dai tuoi cari, nell’incertezza di come sarà il futuro ma con la convinzione di non poter tornare indietro (purtroppo vi è l’idea predominante, ed errata, che l’espatrio sia una scelta da cui non si torna indietro).
In definitiva, qual è la strategia migliore per espatriare: periodo di prova o trasferimento immediato?
Dopo esserci interrogati se espatriare con un periodo di prova o un trasferimento immediato e aver ragionato a lungo sui lati positivi e i lati negativi di entrambe le opzioni, Dario ed io abbiamo scelto il trasferimento immediato.
Vivere alle Canarie da turisti non era la strategia giusta per noi; avevamo bisogno di capire se Gran Canaria poteva trasformarsi nella nostra nuova casa e per farlo dovevamo stabilirci lì in modo definitivo. Tuttavia, abbiamo scelto di lasciare la Sicilia a una condizione: semmai ce ne fossimo pentiti, avremmo accettato la disfatta e saremmo tornati sui nostri passi.

