Andare a vivere nel bosco

Vivere nel bosco: una scelta che cambia tutto - Articolo su Tornare in Sicilia

Negli ultimi articoli ho raccontato di quella fase del rientro di cui tornare smette di essere un evento e diventa semplicemente la tua vita. È una transizione graduale, quasi impercettibile, che ti porta a spostare l’attenzione dalle grandi domande – ho fatto la scelta giusta? Come sarà vivere di nuovo qui? – alle questioni molto più concrete che riempiono le giornate.

Perché, alla fine, una scelta di vita non si misura soltanto nei momenti eccezionali. Si misura soprattutto nella quotidianità: nel modo in cui organizzi le tue giornate, nei tempi degli spostamenti, nelle abitudini che costruisci, nelle rinunce che accetti e nelle cose che, invece, scopri di apprezzare molto più di quanto immaginassi.

Nel mio caso, gran parte di questa quotidianità è stata plasmata da una scelta che, a raccontarla, può sembrare piuttosto radicale: andare a vivere nel bosco.

Quando dico “nel bosco” non lo intendo in senso figurato. La casa in cui viviamo è immersa nella natura, circondata da castagni e lontana dai centri abitati. Non ci sono bar raggiungibili a piedi, negozi dietro l’angolo o fermate dell’autobus sotto casa. È un luogo che, per molti aspetti, può apparire isolato e che richiede una certa dose di adattamento, soprattutto se si arriva da contesti urbani o da realtà in cui gli spostamenti fanno parte di un sistema semplice e prevedibile. 

Non è uno stile di vita che fa per tutti, ne sono consapevole. Eppure, per noi, è stata una scelta profondamente voluta. Dopo anni trascorsi all’estero e in una città densamente abitata, sentivamo il desiderio di uno spazio diverso, più silenzioso, più vicino ai ritmi della natura che a quelli del traffico e della frenesia urbana. Cercavamo un luogo in cui rallentare e, almeno sotto questo punto di vista, abbiamo trovato esattamente ciò che stavamo cercando.

Adesso il tempo ha un valore diverso

Naturalmente ogni scelta porta con sé delle conseguenze e quella che percepisco maggiormente nella vita di tutti i giorni riguarda le distanze: ogni spostamento richiede tempo e pianificazione e la macchina non è un’opzione, è una necessità assoluta.

In Spagna ero abituata a muovermi a piedi o con i mezzi pubblici; molte attività quotidiane richiedevano pochi minuti e una buona parte della mia vita si svolgeva all’interno di distanze facilmente percorribili senza dover necessariamente guidare.

Oggi la situazione è completamente diversa: ogni commissione, ogni appuntamento, ogni attività sociale richiede uno spostamento in auto. Questo significa che il tempo assume un valore diverso: le distanze non si misurano più soltanto in chilometri, ma nel tempo necessario per percorrerle e nell’energia mentale che richiedono. Significa imparare a pianificare con maggiore attenzione le giornate, concentrare più attività nello stesso spostamento e accettare che alcune cose che prima erano spontanee oggi richiedano un minimo di organizzazione.

Anche il tempo libero, inevitabilmente, cambia forma. Non è più qualcosa di completamente aperto, ma qualcosa che va scelto con più attenzione. Non tutto entra nello stesso spazio mentale, e non tutto è sempre raggiungibile senza un costo in termini di energia e tempo.

Negli ultimi mesi mi sono accorta che partecipo meno spesso ad alcuni eventi o momenti di networking semplicemente perché, dopo una giornata di lavoro, affrontare un’altra ora di macchina per un aperitivo o un incontro richiede una valutazione diversa rispetto a quella che avrei fatto qualche anno fa o in un contesto diverso. Non è una rinuncia sofferta, ma una conseguenza naturale del contesto in cui vivo.

La vita è fatta di compromessi

Eppure, nonostante queste limitazioni, non ho mai avuto la sensazione che andare a vivere nel bosco sia stata una scelta sbagliata.

Ci sono mattine in cui l’unica cosa che sento è il rumore del vento tra gli alberi o delle foglie secche sotto i piedi durante una passeggiata tra i castagni. La sera c’è così poco inquinamento luminoso che il buio restituisce un cielo pieno di stelle che in molti luoghi abbiamo semplicemente smesso di vedere. La notte è talmente silenziosa che riesco a sentire soltanto il mio acufene!

Sono dettagli che, presi singolarmente, potrebbero sembrare marginali. Nella quotidianità, però, diventano parte di una sensazione più ampia di tranquillità e connessione con ciò che mi circonda. Una sensazione difficile da quantificare, ma che incide profondamente sulla qualità delle giornate.

Forse è proprio questo che sto imparando vivendo qui: ogni scelta di vita è fatta di compromessi. Non esiste una soluzione perfetta che massimizza contemporaneamente comodità, servizi, natura, relazioni sociali e qualità del tempo. Esistono invece priorità diverse, che cambiano da persona a persona e che, in momenti diversi della vita, assumono pesi differenti.

Per me, oggi, il silenzio del bosco, il contatto quotidiano con la natura e quella sensazione di pace che provo tornando a casa compensano ampiamente il tempo trascorso in macchina e la necessità di organizzare con maggiore attenzione le mie giornate.

Tra qualche anno potrei pensarla diversamente. Oppure no. Ma forse il punto non è questo. Forse il punto è che, quando si sceglie dove vivere, non si sceglie soltanto un luogo: si sceglie anche il tipo di quotidianità che si desidera costruire. E quella, molto più delle grandi emozioni del rientro, è la scelta con cui ci confrontiamo ogni singolo giorno.

 

 

👉 Tu quali compromessi hai fatto o faresti per vivere nel luogo che senti davvero tuo?

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