Quando mi sono trasferita lì, nel 2016, non sapevo che le isole Canarie fossero la meta prediletta di moltissimi nomadi digitali, ma a distanza di anni ne capisco la ragione. Lavorare in smart working da un caffè in riva al mare o da una casetta in mezzo al bosco; partecipare a eventi di networking in uno dei tanti spazi di coworking; trascorrere il weekend tra lezioni di surf, hiking, sessioni di yoga e una “caña” 🍺 al tramonto; vivere lontano dai ritmi stressanti delle grandi città e con temperature miti tutto l’anno; avere tutto questo in un solo posto non è cosa da poco!
Come ho raccontato in precedenza nell’articolo su vita da expat & lavoro, dopo alcune esperienze lavorative infelici, nel 2018 ho deciso di diventare una digital worker e ho avviato la mia attività in proprio, denominata INTERMOBEX – International Mobility Experience, con cui ancora oggi gestisco progetti di mobilità internazionale nell’ambito del Programma Erasmus+.
La scelta di essere una freelance non è stata semplice, ma nemmeno casuale: volevo approfittare dello stile di vita che Gran Canaria mi permetteva di avere, ovvero lavorare in smart working da posti bellissimi, esplorare il resto delle isole, viaggiare e poter andare spesso in Italia. Il tutto semplicemente mettendo il pc in valigia!
Da quando ho deciso di tornare in Sicilia mi sono chiesta se e come potrò proseguire l’attività da freelance e la risposta è affermativa: lavorare da remoto mi consentirà di portare avanti l’attività alle Canarie anche a distanza, senza dover rinunciare a ciò che con tanta fatica e caparbietà ho costruito in questi anni.
Dall’altra parte, ho voglia di mettermi in gioco e creare valore e impatto in Sicilia. La mia terra di origine ha forse meno attrattività di altri paesi del Mediterraneo quanto ad arte, cultura, natura, clima e accoglienza? La Sicilia manca forse di professionisti, imprenditori e giovani con talento, motivazione e voglia di fare? Assolutamente no!
Ho in mente diversi progetti da realizzare al rientro, per dare il mio give back al territorio, ma il desiderio più grande è quello di continuare ad avere uno stile di vita e di lavoro agile, che mi consenta di essere dove voglio, quando lo voglio, e di godermi la mia terra, la mia famiglia e i miei amici. Bingo! Tutto questo è possibile passando dal semplice smart working al South Working® 🙂
Cos'è il South Working®?
Inserendosi all’interno del movimento internazionale “work from anywhere”, il progetto South Working® nasce del 2020 dalla volontà di ripensare le dinamiche occupazionali, consentendo un ampliamento sostanziale dell’offerta lavorativa nel Mezzogiorno con prospettive non più vincolate allo spostamento fisico, ma integrando modalità di lavoro agile che possano soddisfare le necessità aziendali e alti standard di benessere del dipendente.
Ho intervistato Elena Militello, Fondatrice e Presidente di South Working®, per capire se e come lavorare dal Sud stia influenzando la scelta di molti siciliani di tornare nella propria terra; dalla nostra chiacchierata e sono emersi tanti spunti interessanti: “La nostra proposta non riguarda solo i trasferimenti definitivi ma soprattutto l’aumento di periodi di lavoro agile. Le nostre terre, il Sud e le aree interne, hanno ancora tanto da dare, oltre un turismo mordi e fuggi e stagionale o industrie che sono state cattedrali nel deserto; tantissimi giovani non chiedono altro se non la “libertà di scegliere se tornare” anche solo per dei periodi, per apportare un differenziale positivo di capitale umano su luoghi da cui fino a poco tempo fa andavano via tutti quelli che potevano, per tornare “solo per le vacanze” o “per la pensione””.
Personalmente credo che svolgere un periodo di south working sia l’occasione perfetta per testare la possibilità di un ritorno in Sicilia. Non sempre chi desidera rientrare ha il coraggio o gli strumenti per un trasferimento immediato e definitivo; svolgere un periodo di prova grazie al south working rappresenterebbe la soluzione ideale per quanti desiderano tornare in Sicilia, ma non sono sicuri che sia la scelta giusta. Un’esperienza di south working, infatti, ti consentirebbe di reimmergerti nei ritmi di vita siciliani, nella cultura, nella bellezza ma anche (non mentiamoci) nelle problematicità. Questa full immersion, secondo me, è il modo migliore per comprendere se si è davvero pronti a tornare.
Benefici e vantaggi del South Working®
I benefici e i vantaggi del South Working®, però, non si limitano alle persone che scelgono il lavoro agile dal Sud, ma hanno una portata molto più ampia. Ecco i principali sottolineati da Elena Militello:
BENEFICI IMMEDIATI PER I TERRITORI
Lo spostamento del capitale umano porterebbe un immediato beneficio all’economia meridionale grazie all’iniezione di liquidità derivante dalla maggiore capacità di acquisto e consumo da parte di queste lavoratrici e questi lavoratori high-skilled.
BENEFICI A LUNGO TERMINE PER I TERRITORI
Il beneficio prolungato che il permanere di questi soggetti sul territorio potrebbe apportare in termini di investimenti, nonché di pretesa, da parte del pubblico, di servizi migliori e più efficienti, con la creazione di un ecosistema stimolante in un dialogo tra competenze ed esperienze raccolte altrove.
VANTAGGI PER I DATORI DI LAVORO
Esistono studi di scienza dell’amministrazione che sottolineano i potenziali vantaggi del lavoro a distanza per obiettivi per il datore di lavoro, in termini di incremento di produttività, miglioramento delle competenze digitali dei lavoratori e della loro motivazione, riduzione degli straordinari e dei fenomeni di assenteismo, ottimizzazione dei costi, miglioramento della reputazione anche a livello di responsabilità sociale d’impresa (CSR).
RIVITALIZZAZIONE DELLE COMUNITÀ LOCALI
La presenza sui territori di giovani rappresenta una linfa nuova per le realtà locali, non una scossa ma una lenta presa di coscienza, una nuova partecipazione democratica anche al miglioramento di servizi e infrastrutture, dando voce a chi è tornato o è arrivato da un luogo diverso e non è assuefatto alle inefficienze si allea con chi nella comunità locale è rimasto e ha sempre lottato, magari da soli, per avanzare nuove proposte e nuove pretese alle amministrazioni comunali.
BENESSERE E QUALITÀ DELLA VITA
Le esperienze di South Working dal Sud e dalle aree interne hanno portato molti benefici a chi ne ha fatto parte, sia in termini di felicità, soddisfazione personale, migliori relazioni personali, familiari e sociali, bilanciamento tra vita personale e professionale, specie quando il lavoro non era svolto da casa ma dai presidi di comunità, e anche in termini di produttività per le aziende coinvolte che sono riuscite a implementare sistemi di lavoro per obiettivi.
AUMENTO DELLA PERCEZIONE DI FELICITÀ
Nella fase finale del sondaggio, ben il 74,7% degli intervistati ha risposto che la propria “felicità” sarebbe “migliore” o “molto migliore”, come anche la “qualità della vita” (75,6%), i “rapporti familiari” (72,7%), il “potere d’acquisto” (72,5%) il “work-life balance” (72,5%), lo “stato di salute” (66,6%) e le “relazioni sociali” (60,6%). Emerge pertanto come, secondo gli intervistati, quasi tutti gli indicatori di benessere individuati migliorerebbero andando a lavorare al Sud a distanza in South Working.
Ti invito a leggere l’intervista integrale a Elena Militello, Fondatrice e Presidente di South Working® e a rispondere a questa domanda: se potessi, ti piacerebbe fare un periodo di south working dalla Sicilia?

